• apr
    01
    2006

Album
AFX

Rephlex

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A seconda del grado d’entusiasmo evocato dall’ascolto, alcuni seguaci del culto aphexiano hanno etichettato la mastodontica operazione vinilica del musicista retro acid, altri post-acid, a scanso di equivoci – e di etichette – la collezione Analord – undici volumi per quarantasei tracce – ha rappresentato un lavoro per collezionisti, centrato sulle origini della techno e dell’house, uno studio e assieme un rifugio in quel ’87/’89 dove, dalle fucine di Detroit e Chicago, tutto nacque. Certo, non tutto si è esaurito in questo filone: altri proiettili erano diretti verso un bersaglio diverso, una braindance che in parte s’allontanava dal credo drill e in parte lo suffragava, schiudeva verso folate ambientali (Reunion 2) e implodeva in sinaptiche collisioni metallifughe (Fenix Funk5).

Nel momento in cui l’avvenuta Analord pareva appannaggio dei fan più accaniti (e degli addetti ai lavori), esce Chosen Lords, un best della recente produzione masterizzata su compact disc, che introduce ai più un album di composizioni nuove e inedite. Eppure, come è accaduto spesso negli ultimi tempi, i Lord prescelti hanno il volto caratterizzato da molti dei tratti che il musicista – schivo e enigmatico – ha mostrato negli anni Novanta, seppur nella trasfigurazione intransigente e virtualizzata da lui stesso (auto)imposta per i Duemila.

Il greatest, con qualche aggiusto e variazione sul tema rispetto alle tracce originali, cerca d’aprire un ombrello comune al calderone espressivo dei 12”, ma si risolve in un lavoro piuttosto disorganico: rimane il tocco, restano le soluzioni geniali ficcate a spizzichi più che a prezzemolo, tuttavia il lavoro nulla aggiunge alla produzione precedente e per l’ennesima volta rielabora il passato frantumandolo in mille pezzi, cercando chiavi di volta in implosioni liberatorie, soluzioni in collisione e cubi di Rubik. Se il doppio Druqks vantava, nel suo eccesso, almeno qualche apertura avant-classica al pianoforte – presagendo qualche possibile sviluppo in questo senso -, Chosen Lords è un giro sull’ottovolante, pur sempre riconoscibile e difficilmente imitabile, di Richard D. James. Bisogna però tener conto che AFX è un prodotto storicizzato.

1 Aprile 2006
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