• Set
    14
    2018

Album

Warp Records

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Non siete anche voi un po’ stanchi di come regolarmente, quando c’è da trattare qualche novità fronte Aphex Twin (che comunque da SYRO – settembre 2014 – in poi non è che non abbia fatto uscire poca roba in varie salse fisiche e/o digitali), scatti subito la modalità mediasociologica (ah, che teaser! Ah, che press release!) e/o metacritica (eh, il solito Aphex… Eh, ma non c’è più l’innovazione di una volta… Eh, quando i drop arrivavano in orario…), insistendo più sul come venga recepito che su cosa venga proposto? Proviamo per una volta a concentrarci sulla musica, vi spiace?

Che si tratti per quattro quinti di pezzi già suonati durante gli ultimi (fenomenali!) ibridi show live-audio-video-DJ set che Richard ha ripreso da fine 2016 a centellinare in giro per il mondo, è materia da fan(atici) completisti ossessivo-compulsivi (oh, massimo rispetto, ché tra loro mi ci metto anch’io): la pubblicazione dell’EP va salutata come un ottimo compendio dello stato dell’Aphex, ovvero un signore quarantasettenne ancora in bolla con la contemporaneità, ancora in grado di intrattenere con l’intrattabile. Ventotto minuti e rotti in continua tensione, di dialogo mai scontato tra melodie piane e ritmiche vertiginose: cinque dense tracce, ognuna con un suo preciso sviluppo compositivo, cinque mondi contenenti nuovi micromondi ad ogni nuovo ascolto.

Corredata di video fotonico firmato Weirdcore, responsabile dei visual scoppiacervello dei live aphexiani, la quasi title track apre le danze-non-danze. T69 collapse: finalmente un titolo autoesplicativo? Un carrarmato che collassa: perfetto. Solo misurando ti accorgi che i 150 intricatissimi ma ben organizzati bpm della prima sezione, dopo essere stati triturati dal maelstrom centrale, diventano poi 155: il genio si nasconde nei dettagli. Anche Phtex, vertigine microtonale da 165 al minuto, collassa al centro per poi riprendere specchiandosi in assoli drill&melodies drammaticamente detuned. L’epico incipit di MT1 t29r2 chiama a raccolta tutti i ravers all’ascolto, per un carillon jungle che strada facendo si rifrange ricorsivamente tra nostalgie nineties e rigurgiti Gen Z. Ancora culture clash temporale in abundance10edit[2 R8’s, FZ20m & a 909]: il sample vocale («Give me your hand my friend, and I will lead you to a land of abundance, joy, and happiness») e i pad sognanti richiamano l’età dell’oro IDM, le percussioni sono prese da palette Jliniane. Vedi anche l’anguillesca 1st 44, forse il picco del disco: footwork? Forse sì, ma su Marte.

Che materiale ostico, sonicamente e ritmicamente densissimo come quello di Collapse EP possa suonare persino accessibile è il segno che il mondo ha ormai raggiunto Aphex Twin. E se il mondo è arrivato fino a qui, Richard ce l’ha fatta: Aphex Wins.

P.S. (14.9): tanto per gradire, nell’online store Warp dedicato ad Aphex Twin la versione digitale dell’EP comprende una sesta traccia: una versione alternativa di t69 Collapse, che mischia ancora le acque innestando ulteriori 78 secondi nella traccia originale.

9 Settembre 2018
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