Recensioni

L’anno scorso era uscito un disco su Infiné di un personaggio che preferiva usare strumenti fatti a mano piuttosto che tastierine midi preconfezionate per creare una bio-IDM che oggi sporadicamente fa capolino qui e là, in progetti che popolano sia le playlist da club che da cameretta (uno degli ultimi ad esempio è il lavoro di Amon Tobin). L’uomo (/progetto/collettivo?) in questione è Arandel.
Quell’ In D, che troppo facilmente avevamo dimenticato, oggi torna rimescolato dalle migliori menti dell’elettronica organica, (e tanto per chiudere il cerchio anche in una splendida riedizione del disco originale in vinile). Bruno Pronsato in In D #3 ci va di minimalismo progressivo che ricorda le migliori visioni amazzoniche di Ricardo Villalobos in tredici minuti di ispirata visione, Ol4f costruisce una texture di percussioni stevereichiane e le innesta con una sbandata per la minimal suonata con archi dal vivo (In D #7), Michael Forzza pesta con una cassa drittissima in tensione deep (In D #5), Mr Raoul K (In D #7) e Sinner DC (In D #3) ci mettono il marchio di fabbrica Infiné, timbrando e sigillando il tutto con le orchestralità pulite di Murcof e la metronomica deep che è già sicurezza no-french-touch.
Un bel ripassino pre-estivo su quello che vuol dire minimal, tagliata con uno stile inconfondibile, che ad ogni uscita brilla per originalità (vedi la puntatina dubstep-wonky di Rone) e carattere. Ancora una volta, bravi ragazzi.
Amazon
