• Mar
    01
    2012

Ristampa

Fire Records

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Ci fu un tempo in cui dissonanza e melodia, slackerness e fierezza indiependente, wall of sound chitarristico e emo-tività figlia dell’hc del periodo di transizione la facevano (quasi) da padroni. Un tempo in cui, molto prima della virtuale ipercinesi odierna, si creavano già scene reali, basate sulla aggregazione e sulla condivisione di esperienze, spesso se non sempre localistiche e circoscritte e pronte a diventare leggendarie col solo mezzo del passaparola.

Quella di Chapel Hill ne è esempio lampante. Superchunk, Seam, Polvo e Archers Of Loaf furono la punta dell’iceberg proveniente dalla piccola ma frizzante cittadina universitaria della North Carolina. Ora tra ritorni più o meno eccellenti, tocca ai meno celebrati del lotto a venire riproposti al pubblico con la riedizione in versione espansa dei primi due album Icky Mettle e Vee Vee. Entrambi rimasterizzati da mr. Bob Weston e corredati da un cd di bonus tracks, i due lavori evidenziano come le meteore meno acclamate dell’età d’oro del cosiddetto “college-rock” siano ancora attuali per certe soluzioni stilistiche e permettano di comprendere alcuni passaggi fondamentali nell’evoluzione dell’underground non solo statunitense.

Del lotto citato in apertura, gli Archers di Eric Bachmann (chitarra/voce), Eric Johnson (chitarra), Matt Gentling (basso) e Mark Price (batteria) erano sicuramente quelli meno codificati, insieme più poppy e sperimentali, pronti a tergiversare su suoni accomodanti così come ad indagare zone di confine con altri generi, al tempo chiusi a compartimenti stagni e refrattari alle commistioni. Icky Mettle, l’esordio del 1994, evidenziava l’evidente retroterra indie (la slackerness pavementiana aleggia sul tutto) e college-rock (i motivi più orecchiabili di stampo lo-fi allora molto in voga nel popolo universitario americano), ma li metteva al servizio di una trasversalità che lambiva territori dissonanti e noisy alla Sonic Youth così come certa muscolarità hardcore pronta a esaltare il versante più emotivo e meno grezzo. Il risultato era, ed è, insieme catchy e inclassificabile, spigoloso e anthemico, abrasivo e complesso e si fa apprezzare oltre l’effetto-nostalgia che certe operazioni possono far scattare. Insieme alle perle dell’album originale – la scazzata Web In Front, la melodia noisy di Wrong, le sospensioni di Toast – la ristampa inanella il primo ep Vs The Greatest Of All Time e cinque singoli del periodo pre- e post esordio, permettendo di comprendere anche i momenti più off del sound dei quattro.

Vee Vee seguiva a ruota un paio di anni dopo e pur reiterando il caleidoscopico leitmotiv dell’esordio placava il turbinio sonoro. L’energia, gli spigoli, le abrasioni chitarristiche ci sono tutte ma la resa sembra più ragionata e l’irruenza meno immediata e regolata. Più conformità pop, per quello che può significare? Sì, a dirla tutta, e il fatto che Vee Vee sia il “best-seller” della non esigua discografia è un segnale in questo senso. La mini-hit Harnessed in Slums o memorabili pezzi come Fabricoh o Nostalgia aprirono le porte addirittura a tour con Flaming Lips e Weezer e, a distanza di un decennio abbondante, dicono più di un intero trattato di antropologia giovanile, così come l’indolenza generale (l’opener Step Into The Light o quella di Greatest Of All Time) mostra già qualche segno del futuro della band. Decisamente meno intrigante il bonus cd che inanella – a parte i 7” Harnessed in Slums e Classic Rock Is For Pussies e l’inedita Equinox – una serie di pezzi sparsi su compilation, una cover di Tom Waits e, soprattutto, versioni demo dell’album francamente prescindibili.

Due lavori ben architettati, dunque, che svelano l’operato di una band minore ma dagli ottimi spunti. L’esser stati scelti dai Les Savy Fav per l’ultimo ATP e la presenza al prossimo Primavera, poi, dicono di una rinascita e una riscoperta tardive ma, alla luce di questi due lavori, decisamente dovute. Un po’ meglio Icky Mettle, per urgenza e immediatezza; lievemente a distanza Vee Vee, già più maturo nei suoni e nella conformità di un suono che cominciava a codificarsi.

5 Aprile 2012
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