Recensioni

5.5

Nel 2000, dopo la pubblicazione di 60 Second Wipe Out, il loro album più energetico, scontato e auto celebrativo, gli Atari Teenage Riot erano collassati e si sciolsero. Carl Clark moriva un anno dopo di overdose, la singer della prima ora Hanin Elias aveva lasciato la Digital Hardcore per la Fatal Recordings ed Empire era nel pieno di un esaurimento nervoso.

L’aggiornamento Atari ST1040 dell’hardcore alla Rave generation tra riff thrash metal, incursioni hip hop (Public Enemy) via ’ardkore (Prodigy), sloganistica radical chic (Kim Gordon e Rage Against The Machine) e wasabi jap-noise veniva chiuso nel cassetto assieme ai Novanta, non senza alcune proverbiali perplessità di lungo corso legate alla quasi decennale attività del progetto anarco-punk.

L’antipatico egomaniaco Empire aveva sfornato cose ben migliori da solista (più una marea di ciofeche) e, a posteriori, l’avventura ATR era sembrata più che un progetto consistente, il "giocare a fare la guerra" del suo irascibile leader. La recente reunion lo conferma; ma ora, che il fiato è più corto, sotto la corazza di puro atari sound offerta dal singolo techno+thrash Activate, il combo sembra aver calibrato il tiro e le retoriche.

Basato ancora sul famoso computer che dà nome alla band, al netto del breakbeat-ing degli esordi, Is This Hyperreal? è stato inciso in uno studio di registrazione come l’Hellish Vortex di Berlino e il sound è senz’altro potente. In formazione troviamo un anonimo CX KiDTRONiK al posto di Crack ma sono chiaramente i fendenti sonico-retorici di Empire e della sodale Nic Endo a spadroneggiare con i soliti bordoni, le pallose pose à la Zack de la Rocha (Black Flags) alcune spassose riprese del Pistols sound in formato Empire-digital (The Only Slight Glimmer Of Hope), glam-rock (Collapse Of History) e decente ebm (Digital Decay).

L’album esce per la Dim Mak, l’etichetta di Steve Aoki che mette personalmente le mani nel brano a detta di Empire più politico del disco, Codebreaker, la solita prescindibile tech-metal-martellata di sempre.

Gli ATR non sono cambiati: il pubblico che cercano è quello del ’91, sia per età sia per confuse convinzioni anti-sistemiche, un peccato per una formula che ha tutt'ora un potenziale inespresso. Evidentemente combattere i nazismi con la violenza e un incazzo caricaturale e auto celebrativo era – ed è ancora – una tentazione troppo forte.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette