Recensioni

Quando Autre Ne Veut uscì con il suo omonimo album, su Olde English Spelling Bee, la domanda che tutti si posero è se avrebbe mai deciso in futuro di fare un passo al di fuori del lo-fi. La risposta non era scontata, all’epoca. L’album usciva su una label famosa per i suoi novelty acts e per la filosofia ultra retro di James Ferraro, per lo più in un periodo in cui il mondo indie era ancora sotto l’incantesimo del primitivismo elettronico degli Animal Collective di Merriweather Post Pavillion. Inoltre, Ashin era stato anche compagno di stanza al college con Lopatin/Oneohtrix Point Never e la sua influenza fu la spinta che lo portò a tentare la carriera musicale.
Pure il successivo Body Ep, nel 2011, si inseriva nello stesso solco. L’RnB era presente ma sempre mascherato dalle elaborazioni elettroniche che richiamavano l’electro-pop femminile di Telepathe e Fan Death. Ashin in alcune interviste aveva commentato come i suoi primi approcci alla musica, ispirati dal compagno di stanza, soffrivano di un eccesso di intellettualizzazione e studio forsennato dal quale lui cercava gradualmente di smarcarsi. Il Body Ep era un passo in quella direzione, nel tentativo di far emergere lentamente la sua voce e dedicarsi all’RnB. Ma solo con Anxiety si evidenzia pienamente la passione di Ashin per il pop femminile, specie nella dimensione della Diva neo-soul dei ’90.
Anxiety è un esercizio di androginia dove i riferimenti principali sono tutte cantanti femminili: da Mariah Carey (vero anello di connessione con How To Dress Well) ad Annie Lennox. La parte più propriamente musicale è in parte prodotta da Lopatin, che si rifa alle sue esperienze con Ford per Games. Play by Play, il singolo che apre l’album, è la traccia che meglio esemplifica quest’influenza sulla produzione. Note a cascata da un’arpa digitale seguite da drum machine vintage e cori di tastiera Casio in un crescendo sorprendente di complessità. Il brano è costruito con maestria maniacale e, allo stesso tempo, è interamente dedicato a far da supporto alla voce di Ashin. È la voce, la vera protagonista dell’album, e non è una sopresa dopo aver visto le straordinarie capacità vocali ed espressive di Autre Ne Veut dal vivo (ve ne abbiamo parlato qui).
Va notato come quest’improvvisa confidenza nelle proprie abilità canore, ormai non più mascherate nemmeno dall’anonimato dei primi tempi, sia in larga parte dovuto a una scena contemporanea sempre più ricettiva all’RnB. Ashin menziona tra le sue influenze degli ultimi tempi Climax di Usher, e canzoni come Ego Free Sex Free sono un gesto di assenso verso l’hip hop mainstream.
La sensualità in Anxiety è sempre solo accennata e subito smentita. Come con la copertina del precedente Body Ep, che tutti avevano pensato essere il close-up di un genitale femminile quando invece, sembra, siano delle mani oliate, Ashin si sforza di sviare ogni interpretazione eccessivamente carnale. Ego Free Sex Free sarebbe in realtà semplicemente la trascrizione di una conversazione ascoltata per caso fuori dallo studio di registrazione, ci dice con un ghigno il cantante. Counting parla della paura di chiamare la propria nonna perché potrebbe essere l’ultima volta, afferma in un’intervista. I riferimenti al rapporto di coppia sono, ci dice Autre Ne Veut, sono il modo di comunicare una solitudine profonda e globale, un senso di alienazione pervadente. La seconda parte dell’album si fa infatti sempre più pessimista, cupa, diventando così anche la più commovente. World War chiude l’album con l’ansia di volere essere un altro, di non voler sbagliare e di non essere capace di abbandonare l’ascoltatore: Take a timeout and listen to everything right / Don’t wanna make a mistake / Oh, you know that you’re in it / And this is goodbye. È una chiusura perfetta per questo album: l’incontro del profondamente intimo e personale con l’universalità e semplicità assoluta del pop.
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