Recensioni

Tempo di ritorno in pista per i Bad Brains, leggenda della prima scena hardcore punk americana ed ideali ispiratori di quel crossover che nel corso degli anni avrebbe generato miriadi di imitatori, dai Red Hot Chili Peppers ai Fishbone passando per i Living Colour. Cinque anni sono passati dalla pubblicazione dell’ultimo album in studio (l’interamente reggae/dub I&I Survived) addirittura dodici dallo sfortunato approdo alla Maverick di Madonna ma per i “cattivi cervelli”, e la loro miscela di hardcore e reggae, è come se fosse ancora il 1982.
Certo, le influenze metal sono molto più evidenti che in passato (Pure Love) e i brani in levare sembrano in alcuni casi la sbiadita fotocopia di decine e decine di altri da loro composti (Natty Dreadlocks ‘Pon The Mountain Top, Jah Love) ma a parte questo, H.R. e soci dimostrano di avere ancora delle cartucce da sparare (Give Thanks And Praises, Jah People Make The World Go Round, In The Beginning), pallottole meno letali che in passato, prive di quella grinta e di quella ferocia che li contraddistingueva, ma pur sempre pezzi costruiti con mestiere e passione e sui quali è giusto non sorvolare.
Insomma, alla luce dei fatti Build A Nation risulta essere un modo più che dignitoso per festeggiare il venticinquesimo anniversario della pubblicazione del loro primo, omonimo, leggendario album.
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