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Fare musica partendo letteralmente da zero, inventandosi strumenti con materiali da riciclo, costruendo canzoni pezzo per pezzo e arricchendole infine con ospiti d’eccezione. Un progetto ammirevole, quello della Banda Rulli Frulli, nato nel 2010 all’interno della Fondazione C.G. Andreoli; la formazione conta oggi settanta elementi tra bambine, bambini, adolescenti e giovani, abili e disabili, e ha trovato casa nella sede di Finale Emilia della ONG Mani Tese. Dopo aver raccolto il sostegno di Jovanotti e Mika e aver suonato al Concerto del Primo Maggio, l’ensemble torna con un quinto lavoro che si concentra su un cambio di prospettive: la meraviglia, lo stupore, ma anche la familiarità della terra vista da lontano.

Il mare dalla luna è un lavoro corale arricchito da numerosi ospiti che aggiungono una varietà di sonorità e soluzioni alla già straripante ricchezza del collettivo: dal dream pop sostenuto da percussioni insistenti e con Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione di Dove dorme la luna di giorno al climax sognante di Linea d’ombra con Cristina Donà, Stefano Pilia e Daniele Rossi, passando per il tripudio orchestrale di Isola con Emanuele Reverberi e La Banda di Quartiere, e per il funk rock di Cinquanta Urlanti con il sax di Luca Mai. Un disco che pur muovendo da una centralità percussiva sostenuta, non suona mai ripetitivo e riesce a convincere per la grande versatilità con cui i ragazzi riescono a passare dall’elettronica della title track al folk cantautorale di Nobody Comes con Bob Corn.

La soglia dell’energia e dei colori di ogni brano è sempre altissima, e – con un pizzico di invidia – sembra quasi di immaginarseli, questi ragazzi, divertirsi nell’aggiungere alle loro canzoni sempre più entusiasmo e passione, in questa epifania di condivisione, ricerca e integrazione. Un tassello ulteriore di un progetto meritevole ed estremamente godibile che dal vivo si arricchisce delle animazioni del videomaker Michele Bernardi.

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