Recensioni

7.2

Geoff Barrow sembra mantenere la posizione, con il moniker Beak>, che aveva proposto con l’esordio del 2009. Il secondo episodio è un’altra profonda riflessione per strutture sull’inerzia della ritmica tedesca di provenienza krauta dentro l’elettrorock odierno. Nel loro viaggio, i Beak di >> vanno ancor più a ritroso ed entrano nelle macchine morbide – o nelle accoglienti sabbie mobili – della psichedelia dei tardi anni Sessanta, quella più distante dall’acid-rock tradizionale, e più orientata al viaggio tramite la pulsazione.

Spinning Top trova così una sovrapposizione utile con i Silver Apples, e da lì il disco intreccia numerosi anelli di congiunzione tra Simeon Coxe e Danny Taylor e i Neu!. Il riff mediorientale al ralenti di Wulfstan II (dal nome di un vescovo inglese di Worcester degli anni mille) suona all’orecchio dell’ascoltatore italiano come una reminiscenza diretta di Punk Islam dei CCCP. Nessun’altra analogia, se non l’incaponimento sulla ripetizione paranoica, del resto tratto essenziale della pratica motorik tutta. Anzi, superata la rima, si procede, nella lunga suite, verso le lande dei Pink Floyd da poco orfani di Syd Barrett, e si potrebbe essere tanto a Beirut quanto a Pompei. Oppure nelle esplorazioni ascendenti delle canzoni psichedeliche alla Mushroom di Tago Mago (Elevator).

Il motorik è una delle invenzioni della musica “pop” più geniali e influenti di sempre. È un pattern tanto semplice quanto ricco. Barrow, che delle formule semplici portate alle conseguenze più complesse e accessibili è maestro (i suoi Portishead ce lo testimoniano con forza), ne ha capito e carpito l’enorme potenziale. Basta aggiungere qualche variante e il gioco è fatto – anche sulla lentezza, e sull’utilizzo della voce che “canta” un mantra nella bellissima Deserters, tanto aliena da sé che quasi ci porta dentro Above dei Mad Season. Ma, soprattutto, capito il gioco, Barrow sa come non rimanere imbrigliato, e tornare nell’intensità più catarticamente rock della finale Kidney. Un ponte verso qualcosa che vorremmo ascoltare subito. Intanto, qui sotto, l'intero disco in streaming.

BEAK>> by BEAK>

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