• Dic
    01
    2009

Album
IRM

Because Music

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Charlotte feticcio o musa? Puro pretesto emozionale, sfizio cool ad uso e consumo dei consumatori pop dalle pensose esigenze. Oppure: additivo corroborante per campioni dello shobiz alternativo in fase interlocutoria. Mah. Il mistero resta e regna, non si spiccica da questo secondo lavoro firmato da cotanta figlia di Serge Gainsbourg (e – non scordiamolo – Jane Birkin), attrice apprezzatissima dall’imago anomalo e spigoloso che si permette – in taluni scatti – di ricordarci la Patti Smith giovincella.

Ma, insomma, la ragazza ha la fregola del canto, che al padre un qualche pegno lo deve pur pagare. E se per il debutto fu coccolata dai francesi cosmicheggianti Air, oggi ricorre al di loro amico Beck, che in un certo senso è come aver scelto il bottone da infilare nell’asola. Diversi gli esiti rispetto al non eccelso 5.55, oggi meglio definiti anche nella varia indefinizione. Forse perché Mr. Hansen sembra così coinvolto da far sembrare questa cosa un sussidiario beckiano (il loser 2.0, i languori gainsbourghiani – già! – e l’hobo ciberfunk, così a spanna).

Il canto di Charlotte è il nastro di velluto color carne sul completo bianco stazzonato da slacker losangelino. Ma anche, se preferite enfatizzare: il segno europeo (lo charme femminino, cerebrale e terrigno, sofisticato e passionale) chiamato a sedurre lo sguardo statunitense (organizzato e lunatico, tradizionalista e dissacrante, sempre e comunque razionale anche al top del trasporto). Un incontro/scontro che si celebra tra raffinatezze pop con fregole vintage, scatti da fotoromanzo d’alto bordo, cartoline spedite da qualche loft post-moderno sulla Côte d’Azur.

Non mancano i bei momenti, come l’errebì slavato di Heaven Can Wait, il boogie da Marc Bolan sotto valium di Dandelion, la giocheria folk-psych di Me And Jane Doe, le malsane delizie di In The End, le arguzie kraute della titile track. Finisci però col godere più per l’arguzia sagace della confezione (archi sontuosamente affilati, il tiro frizzante e nervosetto delle ritmiche, le misurate perturbazioni elettriche ed elettroniche…) che non per il bastimento d’emozioni. Che restano perlopiù impantanate nella patina.

1 Gennaio 2010
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