Recensioni

7

Doveroso ripescaggio per un disco uscito in sordina a fine 2009 e di cui ultimamente si è tornato a parlare per la release in vinile approntata da Bedroom Community. Ben Frost è un vero e proprio signore dei ghiacci e con un cognome come quello, da lui non ti aspetteresti certo folk gentile di Britannia, però è pur vero che le premesse di Steel Wound, quelle di un’ambient tormentata e cupissima, non lasciavano supporre un approdo così crudo e abrasivo.

By The Throat è un lavoro che ti prende alla gola perché carico di un’elettronica aggressiva nello stile dei Pan Sonic più ruvidi. Tutto molto efficace ma anche molto adolescenziale nella sua totale assenza di toni grigi intermedi. Per non parlare poi di certe trovate, come l’ululato campionato dei lupi della steppa o le voci trattate che arrivano dall’abisso nelle due parti di Peter Venkman (che si…era il nome di uno degli acchiappafantasmi…). C’è un forte senso di apocalisse, di fine, ma in una maniera molto romantica e idealizzata.

I toni sono più dark del dark e composizioni tenebrose come Through The Glass Of The Roof e Through The Roof Of Your Mouth suonano assolutamente convincenti nella loro messinscena elettro-teatrale. Questo è il disco giusto per convincere i giovani emo-fan dei Tokyo Hotel a passare a qualcosa di più sostanzioso, una volta che anche loro avranno fatto lo sviluppo.

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