Recensioni

6.7

Il duo Bethany Cosentino e Bobb Bruno torna con un nuovo lavoro discografico, che segue l’EP Fade Away e The Only Place del 2012. Ancora una volta siamo in California, ed il collante che tiene insieme il full-length, così come i precedenti lavori, è il pop, declinato in ogni sua forma. Il sodalizio con il produttore Wally Gagel si rinnova anche in questo disco; ritornano così le familiari atmosfere garage e surf-pop degne delle migliori spiagge californiane, le chitarrine anni sessanta e gli odori di Marijuana. Il sound è, come in ogni release del duo, un po’ ripetitivo, ma sembra funzionare con l’aggiunta di leggere influenze 90’s, con cui diventa fuzzy e tagliente. La Cosentino affina la sua tecnica da songwriter aggiungendo ai testi spensierati degli inizi, impregnati di romanticismo, stress, frustrazione, ma anche tanto divertimento, quella marcia in più che li rende più maturi e focalizzati su argomenti più cupi, come l’assunzione di farmaci e gli attacchi d’insonnia.

L’album apre i battenti con Feeling Ok, un brano che ci prospetta cosa andremo ad ascoltare: buone intro di chitarra che circondano, insieme ai synth, l’armoniosa voce della Cosentino. La spensieratezza che aveva marchiato a fuoco i precedenti lavori, qui sembra ridimensionarsi a partire dal sound, sino ad arrivare a testi da cui sbucano impertinenti domande su cosa siano l’amore, la vita ed il senso dell’intero universo (vedi So Unaware). Continua con Heaven Sent, traccia aggressivamente orecchiabile che si muove su un classico sound pop punk. Non manca però quel tocco di romanticismo e gelosia in In My Eyes, con un suono avvolgente e super pop che diventa quasi un sing-along.

Il qui presente è per certo anche un disco introspettivo, come ci conferma la quarta traccia, When Will I Change: la voce piena di emotività ed il testo che parla di paure e richieste, come “I wish I had a friend that would just told me I’m fine“.  La voce è sempre fin troppo perfetta, tanto da risultare un po’ stucchevole e ricordare lontanamente quella di Avril Lavigne, soprattutto nelle continue ricadute sentimentali di Jealousy. Dalle ballabili canzonette precedenti si passa all’omonima California Nights, un lento trip sulla propria esistenza, “I fly through my mind, I take the way I’ve known but have I really grown?“. Il disco chiude con Wasted Time, dove la songwriter canta “just wish that I had something to show for it“; sicuramente qualcosa da dimostrare l’ha: è cresciuta sia musicalmente che mentalmente.

Questo lavoro è un viaggio introspettivo, un continuo interrogarsi sul futuro e sulle direzioni da scegliere: affrontare la vita con più maturità e con un po’ di felicità in più. Nonostante la struttura e le melodie siano sempre simili tra loro, complessivamente il lavoro non è male, e si colloca bene sia nel percorso musicale dei ragazzi, sia nell’universo dream pop attuale.

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