• Giu
    01
    2011

Album
4

Columbia Records

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Bob Christgau la ama. Simon Reynolds è rimasto folgorato da Single Ladies. Lei è bella, sta con il king (Jay-Z) e vende milioni di copie. Ed è brava. Il suo feat sul superdisco di Jay e Kanye, per dire, è il migliore del lotto, sopra una bella rarefazione disco-soul. I dischi precedenti della ex Destiny's Child non è che proprio ce li rigiriamo tra le dita, ma ricordiamo un'alternanza di pezzoni, mestiere e riempitivi assai degni che moltissimi altri chart artist si sognano. Questo 4 punta decisamente sul classico, nel senso della vocalità della ragazza e del pathos soul delle sue aperture e delle sue progressioni ascendenti, anche quando a sostenere ci sono trucchi elettronici o basi meno ponderate.

Si attacca con una killer track che mette subito le cose in chiaro, 1+1, arpeggio freddo di chitarra e sopra un supersdilinquimento che dice 'hey, sono la nuova Whitney Houston'. I Care, altro pezzo ottimo, è un numero superproud tutto adagiato su un loop di tamburo (c'è lo zampino di Chad Hugo dei Neptunes/N.E.R.D.). Si prosegue tra zampate di pathos: pop-pianistico (Best Thing I Never Had), pop funky (Love On Top), soul ancora e sempre houstoniano (Rather Die Young, Start Over), stomp reggae minimaltronico (Countdown); e mestiere a palate, risultato mai meno che buono (dalla ballad I Miss You; alla tribal samba firmata Switch & Diplo, End of Time; al pezzo con il feat di Andre3000 degli Outkast e la prod di Kanye West, Party).

Dodici numeri di cui il peggio che si può dire è che sono degli ottimi prodotti pop.

4 Settembre 2011
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