• Giu
    01
    2010

Album

Autoprodotto

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Gli intenti sono mirabili, i risultati pure, nonostante una lunghezza più da ep che da album collaborativo vero e proprio. Teatralità, coralità e orchestrazione pop-oriented rappresentano da sempre 3 punti fissi per entrambi i soggetti qui presenti e questa lunga suite da 21 minuti divisa in 7 brevi movimenti – i cui proventi verranno destinati alla National Geographic Society per la salvaguardia della flora e della fauna marina – non sfugge alla norma.

Centrale la voce eterea della musa islandese, ma Dave Longstreth & family non sono da meno nell’innervare un suono scarno, quasi stilizzato al punto da essere effimero e al limite dell'intangibile, di una coralità aliena. Ne escono fuori brevi bozzetti, frammenti di un unicum, che toccano lande orchestrali a-cappella (On And Ever Onward) o quasi da vaudeville dei tempi andati (When The World Comes To An End con Longstreth a tirare le fila), mantenendo sempre sul filo del giocoso scambio vocale la tensione dei pezzi (il simil-loop vocale che fornisce la base a Beautiful Mother) o su quello della teatrale drammatizzazione (No Embrace). Insomma non un mero esercizio di stile. Un ottimo assaggio, perciò la speranza a questo punto è vedere in azione questa eterogenea collaborazione in un album più ampio e articolato, magari un concept.

10 Luglio 2010
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