Recensioni

7.1

Luca Forcucci è un musicista e ricercatore le cui origini si perdono tra Svizzera ed Italia, anche se da anni vive e risiede stabilmente a Berlino: dopo aver realizzato due album tra il 2013 ed il 2017, Luca ha trascorso buona parte degli ultimi tre anni in giro per l’Africa meridionale, collezionando registrazioni e field-recordings e studiando approfonditamente le dinamiche e le tradizioni musicali locali. B(l)(e)(e)(n)dings è il frutto di questo periodo e della collaborazione con alcuni artisti sud-africani (la pianista Cara Stacey e il poeta ed attore Mpho Molikeng, verissimo esperto degli strumenti tipici dell’area), ma come suggerisce anche il titolo aggiunge alle suggestioni world l’influenza della scuola minimalista americana, le sue riflessioni su reiterazione e microvariazioni.

Articolato in cinque lunghi brani (due di cinque minuti e gli altri tutti sopra i sette) B(l)(e)(e)(n)dings non è un album semplice, ma richiede più ascolti prima di lasciare il segno: aperto da una blendings in cui le soffuse percussioni (trattate elettronicamente) disegnano incroci tra folk e musica colta, il disco per tutta la sua durata suona avvolgente e metafisico, sapientemente organizzato tra piani e forti (come dimostra anche una be che alterna glitch sintetici, desolanti distese ambientali ed il suono insistito dei fiati indigeni).

Chiude l’ascolto la lunga e più tormenta endings , undici minuti che evocano l’opprimente caldo africano e le steppe secche e bruciate dal sole, punto di arrivo di un percorso mai banale e davvero intenso.

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