• apr
    22
    2013

Album

Specula Records

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La prima cosa che salta all’orecchio ascoltando Still Smiling di Blixa Bargeld e Teho Teardo è l’imponenza mitteleuropea dei dodici brani in scaletta. Niente a che vedere con wall of sound et similia: l’imponenza di cui si parla è semantica, prima che formale, in una concezione di musica che lavora tutto sommato su pochi elementi (archi soprattutto, tra cui quelli del Balanescu Quartet) riuscendo tuttavia a veicolare un “bagaglio emotivo” enorme.

In gioco entrano gli spazi vuoti, le cesellature nascoste, la corposa resa sonora di violino, viola e violoncello (finanche inquietante in Axolotl, con un contorno di vocalizzi diabolici tipicamente blixiani), ma anche il cantato di un Bargeld che ruba ai suoi Einstürzende Neubauten i toni marziali e notturni (l’iniziale Mi scusi fa pensare ai neon intermittenti della splendida Sabrina) trapiantandoli nel mondo di Teardo. Un mondo, quest’ultimo, che dalle colonne sonore scritte in passato (tra le tante, quella di Il divoDenti e Diaz) come dall’ultimo Music For Wilder Mann riprende la capacità di creare una musica dinamica, palpabile, quasi visiva, ai confini con la contemporanea ma al tempo stesso estremamente diretta.

In quest’ottica si inseriscono i testi in bilico tra tedesco, inglese e italiano scritti da Bargeld, anch’essi linguaggio nel linguaggio. Lapidari nei suoni almeno quanto lo è la musica, poco convenzionali nei significati e nelle tematiche: l’iniziale Mi scusi è una riflessione ironica proprio sulla lingua, cantata in italiano da un Blixa assai disciplinato («scusi il mio italiano / è ancora giovane e inesperto / facevo latino a scuola / a un livello cavernicolo»);Buntmetalldiebe è un cortometraggio costruito sulle parole in cui la materia diventa più importante della sua funzione; Come Up And See Me parte dalla televisione («una foresta di antennae») e metaforizza la tossicodipendenza citando qualche riferimento palese («The man who screwed a whole country»); What If…?mescola terreno e ultraterreno in un misto di programming e Bad Seeds, rimandando tutto (ancora, il linguaggio) a un errore di traduzione («What if in Paradise there are no Huris waiting?», «What if it’s all just a mistake in the translation?»).

In scaletta ci sono anche la A Quiet Life già compresa nella colonna sonora del film Una vita tranquilla di Caudio Cupellini e una cover di Alone With The Moon dei Tiger Lillies, per un disco capace di rimanere costantemente in bilico tra inquietudini minacciose e la costruzione di scenari ampi e quasi teatrali. In Still Smiling l’attualità discografica non potrebbe essere più lontana, il luogo è una mente vista in soggettiva e tutto suona materico come ormai, in musica, non suona quasi più nulla. Applausi.

26 Aprile 2013
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