• Set
    01
    2010

Album

4AD

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La rivoluzione “meravigliosamente riuscita a metà” di Misery Is A Butterfly, primo disco uscito per la 4AD, qui non si è conclusa, ma anzi, Penny Sparkle, sottolinea la stessa linea già aperta con 23. Preceduto dalla nenia perfettamente radiofonica di Here Sometimes il disco, prodotto dagli svedesi Van Rivers e Subliminal Kid (Fever Ray), sembra segnare la definitiva pacificazione del Blonde Redhead-sound. Se già sei anni fa gli impeti rumoristici cominciavano a essere condotti al guinzaglio, fino a essere messi al totale servizio di un suono più addomesticato e pop, oggi sono praticamente scomparsi, dando aria a un disco di dream-pop elegante ed etereo, giocato più sull'atmosfera ovattata che sugli scarti e le improvvise aperture.

La prima cosa che colpisce è che le chitarre non hanno un ruolo centrale nelle composizioni, dove prevalgono accurate armonizzazioni di linee vocali e tessiture synth-dark-shoegaze di chiara ispirazione Ottanta. Ma più che ai primi anni di quel decennio, i fratelli Pace sembrano aver guardato alla seconda metà, a gruppi come Cocteau Twins, This Mortal Coil e Dead Can Dance, gruppi troppo spesso associati frettolosamente al synth-pop, ma in realtà sperimentatori e per alcuni versi capaci di anticipare tendenze che li seguiranno, come per esempio il trip-hop. Aspetto che emerge prepotentemente, per esempio, in Oslo, uno dei brani migliori, che ricorda i primi Portishead. L'unica vera concessione al sound del passato è Will There Be Stars, brano cantato da Amedeo Pace e l'unico episodio ad avere un'anima in qualche modo rock.

Penny Sparkle non è sicuramente uno dei dischi migliori del combo, ma si inserisce nella generale riscoperta di questo genere di sonorità che potrebbe garantire l'emancipazione dal mondo strettamente indie. D'altra parte non è nemmeno il disco monotono che può sembrare a un ascolto superficiale. È piuttosto un lavoro elegante, di gran gusto e cultura musicale che ha bisogno di tempo per trovare spazio di qualità nell'arco percettivo dell'ascoltatore. Particolarmente adatto all'autunno che sta per arrivare.

4 Settembre 2010
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