• Ago
    26
    1991

Classic

Food

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Nel 1991, Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree erano quattro ventenni di Colchester che da un paio d’anni avevano messo in piedi una band. All’inizio si chiamavano Seymour, poi cambiano ragione sociale in Blur: con questa sigla arriva Leisure, il primo vagito, un classico miscuglio di inconsapevolezza e ingenuità comune a tanti esordi piazzato giusto in mezzo a uno dei crocevia più rappresentativi della musica inglese, il cavallo 80s/90s.

Spremuta di molte tendenze dell’indie britannico del periodo, in particolare Madchester e shoegaze, Leisure è perciò un misto di trovate e prestiti, freschezza acerba e compromessi con le case discografiche (Food e Parlophone), pronte a chiamare una schiera di produttori ad avvicendarsi in regia, tra cui quel Sthepen Street reduce dai successi targati Smiths che diventerà il futuro punto di riferimento per la band.

I successi di Happy Mondays e Stone Roses non più vecchi di due anni ma si sentono chiari, sia per ispirazione sia a livello scenico/sonico in brani come High Cool, o i singoli There’s no Other way e Bang; la lezione di Jesus & Mary Chain e My bloody Valentine torna alla ribalta nella psichedelia in feedback di Sing o nella soffusa Birthday. I Blur poi ci mettono già quel gusto per il vocalizzo melodico che farà la fortuna loro e del brit pop tutto. She’s so high è la prima bandiera piantata su un dream pop nato dall’incrocio con lo shoegaze, la baggy Repetition macina già ritornelli che ritroveremo Parklife. Insomma il futuro della band è già scritto in Leisure e così pure la costellazione di band che domineranno i 90s del Regno: Suede, Pulp e Oasis, ovvero i più accreditati concorrenti della “battle of the bands”.

Imperfezioni e qualche brano non all’altezza (Come togheter, Ware me down, Bad day) relegheranno il disco in secondo piano rispetto a Parklife o all’omonimo Blur del 1997, eppure quattro hit minori (Sing, She’s so High, There’s no other way, Repetition) saranno capaci di raccontare meglio di tante altre le trasformazioni che la terra d’Albione stava vivendo.

1 Aprile 2011
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