Recensioni

6.9

Che Roma, in particolare la zona Est, fosse un crocevia di band e progetti dediti alla perlustrazione dei sound più ostici ed incompromissori non è una novità. Già da qualche anno alcuni dei nomi locali hanno trovato spazio sulle varie testate musicali nazionali, così come hanno calcato i palchi, spesso piccoli e malandati, dello stivale, ma anche europei e non solo. Negli ultimi tempi però la scena – per una volta è il caso di dirlo – si è notevolmente infittita grazie alla nascita di nuove esperienze ed alleanze. Pare quindi doverosa quest’opera di testimonianza che la No=Fi mette in campo per far luce e chiarezza sulla pletora di gruppi e progetti solisti attivi nella capitale.

Sostanzialmente due i filoni cui potremmo idealmente ricondurre le proposte qui presenti. Un primo che racchiude quelle band che impugnano gli strumenti della tradizione rock (chitarra, basso, batteria), ora dediti a miscele rumorose e maleducate di chiara matrice post-punk e no-wave (Hiroshima Rocks Around, Trans Upper Egypt, Trouble Vs Glue), ora artefici di soluzioni più orecchiabili e più in linea con un garage-punk di senso lato (Capputtini ‘I Lignu, Bobsleigh Baby). Al loro fianco il sottoinsieme formato da acts e progetti devoti al rumore più puro e molesto, avulso dall’utilizzo di strumenti classici e produttori di frastuoni e brutture tout-court (Sfhhh, Maximillian I) come di divagazioni vagamente hypna (Thetlvmth, The Away Team). Un ricco breviario del sound putrescente che infesta la capitale.

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