• mag
    01
    2010

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Arts & Crafts

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Ci sono momenti in cui, avendo osservato la parabola di un gruppo sin dall’inizio, avverti il momento di crisi. Che può essere risolto facendo quadrato e spremendo il nucleo della propria arte uscendosene con un capolavoro, oppure separarsi tra sguardi in cagnesco e male parole. Esiste però una “terza via” che nel caso dei Broken Social Scene non ci sentiamo di chiamare opportunismo o proroga. Non si può pretendere che la gente faccia sempre grandi dischi e, se è evidente che questo lavoro è lontano da You Forgot It In People e il lavoro omonimo che seguì, è altrettanto vero che non ne svilisce la formula. Il rischio era smarrire un’epica intelligentemente rinvigorita da sperimentazione e approccio indie; oppure insistere sul pop per scalare le classifiche e perdere la faccia. Forgiveness Rock Record si colloca al bivio, indeciso sul da farsi: sposta l’asse su poco convincenti visioni eighties ma si rifugia anche in una multiforme maturità.

Che nei momenti più alti assume l’aspetto di una tristallegria Flaming Lips (World Sick un’iniziale meraviglia con cui il resto fa i conti) o figlia dei Radiohead (Sweetest Kill), di possenti cavalcate kraute (tesa alla Talking Heads Chase Scene; retro-pop alla Stereolab Sentimental X’s) e autentici colpi di genio (i Pavement metà glam e metà roots di Water In Hell, la sfoglia femminile All To All). Aggiungete discreti ammiccamenti ai Cure più scodinzolanti (Texico Bitches), morbidezze Primal Scream annata ’97 (Highway Slipper Jam ricorda molto Star) e omaggi sparsi ai James, sapendo che sull’altro piatto della bilancia stanno però tortuosità e lungaggini – co-produce John McEntire: considerate le recenti uscite dei suoi Tortoise, sarebbe stato saggio rivolgersi altrove – e per la prima volta l’emotività dei canadesi vi soccombe. Un Giano bifronte di disco, in sostanza, che offre alcune canzoni fantastiche, qualche scivolone e più di ogni altra cosa l’umanità dei propri dubbi. In attesa del futuro, può bastare a guadagnare l’assoluzione.

30 Aprile 2010
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