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    20
    2017

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Picicca Dischi

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Partiamo dalla fine: la versione in vinile del quarto disco targato Brunori Sas, A casa tutto bene, si chiude con un’intera facciata D che contiene «venti minuti di silenzio per riflettere sul capolavoro che avete appena ascoltato». Nulla di pretenzioso, c’è come sempre tanta ironia, un modo divertente per risolvere le esigenze fisiche di un supporto che in tre facciate riusciva a contenere tutte le dodici tracce. Eppure il silenzio, un elemento che quasi avevamo ignorato nei dischi di Dario Brunori e che qui in qualche modo richiama la nostra attenzione. Il silenzio sussurrato con cui si apre e quello dell’arpeggio soffuso con cui si chiude questo disco; un tema che ritorna più volte insieme alla paura, al vuoto, ai legami, alle contraddizioni, al tempo che inesorabilmente scorre.

Il quarto album della sigla, che volutamente abbandona la catalogazione in “volumi” utilizzata fin qui, è senza dubbio il lavoro più ricco, maturo e complesso. Non tanto per quell’ironia che stavolta si bagna di un sapore più cinico e amaro, autocritico, o per quelle scelte di contrasto che abbinano i toni disincantanti dei testi ad arrangiamenti felici. È soprattutto per la maturità con cui questo disco si piazza in testa – nonostante lievi cali – con tutti i suoi annessi e connessi radiofonici, le belle melodie, Dalla, l’elettronica pop di questi anni e il ritornello da ricordare subito. Accanto a tutto questo ci sono le storie del quotidiano che si rivestono di una luce nuova, più scura. Uno sguardo a mezz’occhio travolto dalla luce accecante della post-modernità (La vita liquida), dei social network, di un mondo che corre all’impazzata senza sapere dove va. E allora le migrazioni, un Cristo impantanato a Eboli e un Paese spaccato in due (Lamezia Milano), ma anche una forte e severa riflessione su se stessi. Un’autoreferenzialità sana e cosciente che riguarda tanto le scelte stilistiche (Canzone contro la paura), come sempre eleganti e aggraziate, quanto quelle del vivere quotidiano (L’uomo nero, Secondo me, La vita pensata).

Con un pizzico di ritardo dopo l’indeciso Vol. 3 nel quale si accusava un po’ la stanchezza di una formula che avrebbe potuto rischiare di entrare in un loop pericoloso, A casa tutto bene segna il passaggio definitivo all’età adulta, in un mercato musicale che facilmente vedrà la creatura di Dario Brunori sempre più protagonista e capace di muoversi con naturale consapevolezza e una ritrovata spontaneità.

23 Gennaio 2017
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