• ott
    23
    2015

Album

Carosello Records

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E se fosse questo il formato perfetto per Bugo? A quattro anni da Nuovi Rimedi per la Miopia, disco co-prodotto assieme a Saverio Lanza e Cécile che aveva raccolto giudizi tiepidi presso critica e fan, arriva un Arrivano i nostri co-prodotto da Matteo Cantaluppi sempre assieme a Bugatti, che già dalla premessa Cosa ne pensi Sergio sa di rinascita, d’inedita freschezza. Come per il precedente, anche questa volta testi e scheletri dei brani sono stati composti in India, dove Christian risiede parecchi mesi all’anno. La differenza sta però in un inedito equilibrio tra scrittura e arrangiamento, sorretto da una produzione elegantemente essenziale e da una rinnovata leggerezza.

Passati i 40 anni, Bugo sembra aver veicolato il ci fai in un ci sei più a nudo, libero di sbagliare e toccare corde personali con la propria voce. In definitiva, di essere. Sei la donna è l’esempio perfetto: Christian attacca il pezzo cantandolo come un Rino Gaetano in sbarbatura mattutina davanti allo specchio del bagno, immagina una scena semplice con la sua donna a provarsi il vestito migliore e lui ad osservarla a distanza. La voce è tirata, fragile, e poi il brano parte davvero, con il suo arrangiamento fatto di banale, splendida normalità: synth in nostalgia 80s, qualche pennata di elettrock e ancora Bugo a surfare ruvido ma sereno su una melodia che sembra venuta fuori da un’italianità che abbiamo tutti dentro.

Tra i sei brani in scaletta troviamo una certa varietà di soluzioni messe in campo e per rispettare le vecchie maniere, il singolo non manca. Cosa ne pensi Sergio, brano sfuso pubblicato a maggio, è qui riproposto in versione live, ma è Vado ma non so la vera canzone traino del lavoro, un pezzo che sa (quasi) già di classico della canzone italiana su basi italo disco, retrogusti domenicali da Vasco inizio 80s e un testo che gioca con la classica spocchia bughiana senza cedere alla malinconia, che emerge soprattutto nella produzione. Poi c’è Tempi Acidi, un funk tirato con basso slap sempre in area primi Ottanta dove ritroviamo lo sguardo di Christian sui tempi moderni: ebay, stalking, non manca nulla, come ai tempi di Contatti. Il brano che dà il nome al disco è, invece, un rock che parte in punta di piedi ancora dalle parti di Vasco, effetto sulle chitarre a ricordarci i Police, e sempre al rocker viene da pensare anche per qualche tocco di produzione e nelle strofe nella successiva Nei tuoi sogni. Tagliamo corto, anche perché il disco conta su 21 minuti di musica e la produzione fa risaltare al meglio testi che convincono proprio per una loro saggezza di rimbalzo, già emersa in passato ma qui più a fuoco.

Con Arrivano i nostri Bugo ritrova un’italianità che abbiamo perso o dimenticato. Quel che fa, a pensarci, non è propriamente rock italiano, non è canzone d’autore, ma un qualcosa che naviga in mezzo alle definizioni. In altre parole, manca ancora un tantino così per una sua Bollicine o una Splendida Giornata. E sul perché non siano ancora arrivate avrei qualche pensiero, ma mi fermo qui.

26 Ottobre 2015
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