• apr
    01
    2011

Album

Hyperdub Records

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Più che andare da qualche parte, il suono Burial sembra forgiato per rimanere e impregnare le teste di chi lo ascolta; come se “l’esiguità produttiva” del nostro volesse ricordarci l’effetto di una lenta somministrazione narcotica. Ogni release dopo Untrue è stata infatti dosata con il contagocce: una manciata di singoli e remix uniti a preziose collaborazioni (Four Tet) che hanno alterato il modo stesso di percepire le evoluzioni del suono dell'uomo più oscuro del dubstep dal 2005 ad oggi.

Street Halo mostra innanzitutto la lenta virata Techno di William Bevan; con un andamento fin da subito meccanico e privo di fronzoli ritmici, la traccia scivola su territori Basic Channel e pulsa d'ossessioni industrial tipicamente sheffieldiane (Cabaret Voltaire). NYC, al contrario, mostra il Burial più classico, fatto di cazzeggio ritmico 2-step e morbidi pad suonati dentro una grotta. Qui e là, gli immancabili pitch vocal dal sapor mediorientale ribadiscono un continuum estetico tutto inglese fatto di esotismi e allucinogeni (Future Sound Of London e Banco De Gaia). Stolen Dog è il pezzo ibrido: cassa dritta di panna e piccole sincopi, il tutto affogato in un tenue arpeggio di scuola Aphex Twin.

Non delude Burial e nell’attesa di un ipotetico seguito di Untrue possiamo di nuovo fermare il tempo dentro questi nuovi abissi di suono.

19 Aprile 2011
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