Recensioni

Archiviate le capatine in territori spaghetti sci-fi e z-movie del precedente S.P.A.C.E., i milanesi di adozione Calibro 35 nel celebrativo Decade (dieci anni tondi di carriera) virano verso nuove lande, spostando il focus delle loro scorribande sulle visionarie correnti architettoniche italiane degli anni sessanta. Dalla p38 al compasso sull’asse Milano-Firenze per tributare (già dall’artwork che richiama anche visioni oniriche à la Inception) due degli studi italiani di architettura più importanti del XX secolo, come il Superstudio e l’Archizoom, eredi del pensiero radicale e fautori delle teorie sul monumento e lo spazio continuo. Ad accompagnarli in questa sonorizzazione per acciaio e cemento armato, gli Esecutori di Metallo su Carta, l’ensemble formato da Gabrielli e da De Gennaro (Der Maurer), che arricchiscono il viaggio con fiati, percussioni e archi.
Nonostante le stelle maestre che li guidano siano sempre quelle delle origini (Morricone, Bacalov e Micalizzi), in Decade la cosmologia dei Calibro 35 si amplia notevolmente, andando a spingersi in territori jazz/hip-hop sulla scia di The Comet is Coming di Shabaka Hutchings in Modulor, in quelli horror dei Goblin in Polymeri, oppure in quelli afro di Pragma, che sembra uscita dritta dritta da una saletta di Lagos. Se si parla di stelle e astri, non si può non citare il Sun Ra racchiuso nei sette minuti e in Modo, irresistibile cosmica danza aliena. C’è anche spazio al tributo in salsa afro al maestro Gian Piero Reverberi in Psycheground, progetto nato nel 1971 e ispirato alle band blues e psichedeliche d’oltremanica.
Sesto disco in dieci anni di attività, Decade è un lavoro bello, ispirato, fatto da gente che suona perché ha fame e perché ha qualcosa di concreto da dire. E da dire bene.
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