• Mar
    01
    2011

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Mashhh!

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Questione di ghiribizzi mnemonici, mostriciattoli struggenti usciti dal vaso di Pandora dei ricordi. Cortometraggi sgranati e sovraesposti, i colori dileguati come sogni dietro le palpebre. Tu chiamalo, se vuoi, glo-fi. Nessuna ricetta, semmai una disposizione dell'anima. Marco Ricci, ad esempio, conduce su tali sentieri la sua idea chiamata Casa Del Mirto, già sugli scaffali lo scorso anno con l'apprezzato The Eternal EP, cui fa seguito oggi l'esordio lungo 1979, dodici fatamorgane che restituiscono imprinting anni Ottanta (versante synth-pop, electro-soul e italo disco) inseminato di suggestioni ambient, chill-out e downtempo. Del tipo: i Pet Shop Boys opacizzati Boards Of Canada, gli Imagination sinterizzati Royksopp, Mike Francis glassato Toro Y Moi, tanto per dire e via discorrendo.

Niente formule, non uno stradario da seguire, solo un pescare tra palpiti e retaggi, secondo gli stimoli e gli inneschi. Tra cui distingui omaggi sfacciati quali l'incipit di Thriller in Fairy Tales For Moonwalkers o inusitate somiglianze come quella Pain In My Hands che ammicca (eufemismo) Daydream degli Smashing Pumpkins. Tanto vale prendere atto, che ad ognuno toccano scorie di vita imponderabili, e quindi lasciarsi cullare dalla risacca dance bradipa e pastellata spacey di The Haste e Killer Haze, dai cromatismi guizzanti di White Chapel, dall'ipnotica giocheria di The Right Way.

Si segnala la contemporanea uscita (digitale e vinilica) di 1979 Remixed, che vede calibri sparsi come Populous, Brothertiger, Luminodisco e Death In Plains manipolare in varie salse (post-punk, house, ambient, afro…) il suddetto programmino.

12 Aprile 2011
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