Recensioni

6.5

Sta tutto nel titolo il senso del comeback del duo americano. Che, a ben vedere, fa il paio con quello che contraddistingueva l’esordio vero e proprio un paio di anni addietro – Psychic Psummer, per Important – in nome di una voglia matta di psichedelia retrò. Nulla di nuovo sotto il sole, vedi alla voce Wooden Shjips et similia: una grassa psych reiterata e follemente innamorata di devianze heavy-rock quanto di elementari risvolti kraut alla Neu!. Certo che catalogarli come emuli della nuova ondata psych-kraut d’oltreoceano sarebbe limitativo e pure un po’ irrispettoso per gente che, comunque sia, sta in giro da qualche annetto. Però è innegabile che lunghe jam come OJ o WUJ si nutrano di reiterazioni ossessive e vintage, motorik di chiara matrice deutsch a tutto basso/batteria, slanci di psichedelia fluttuante alla Spacemen 3 sempre innervato da una vena sixties che scorre sottotraccia (l’organo ad libitum che guida i 14 lunghi e devastanti minuti di This Is The Best) e da una capacità strumentale da panzer-attack (Adam Roberts). Tutto rigorosamente strumentale senza che l’assenza della voce risulti penalizzante.

Disco godibilissimo, ma anche piuttosto statico tanto che paradossalmente l’episodio migliore risulta essere la pacificata e riflessiva On The Rise. Non che la staticità sia un difetto soprattutto in questo ambito, ma si può e si deve fare uno sforzo ulteriore.

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