• Ott
    29
    2013

Compilation

Light In The Attic Records

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Come molti altri generi, la New Age, dopo il boom degli anni ’80/’90, è caduta nel dimenticatoio o nella nicchia per fan e accoliti. Oggi la tag è associata di solito ad una musica trompe l’oreille da usare nelle sedute di massaggio, durante le meditazioni di yoga o nei centri benessere. Ma che cos’è stata veramente, prima di diventare commerciale/industriale (vedi alla voce Enya, Kitaro o ultima Windham Hill)? 

Questa compilation cerca di rispondere alla difficilissima domanda con una scelta di brani di artisti americani che hanno contribuito a creare la sensibilità verso musiche al di là della psichedelia anni ’70, utilizzando il suono come mezzo per stabilire contatti con divinità oscure o entrare in stati di trance, senza inutili slogan propagandistici. Qui si punta sulla qualità e bisogna dire che l’obiettivo è raggiunto in pieno. Il tutto, poi, è ancora più interessante, perché il materiale non è mai stato stampato da nessuna major. I pezzi di questa compilation sono stati scovati infatti tra centinaia di nastri, compact disc, o altre uscite interamente autoprodotte e circolate con modalità non mainstream.

Fra i mostri sacri segnaliamo Laraaji (scoperto da Brian Eno per la famosa serie Ambient, suo il terzo volume Days Of Radiance a fianco del primo e più noto Music for Airports), Daniel Emmanuel (icona di una pletora di musicisti drone ambient noise contemporanei), un pezzo di Gail Laughton (Pompeii 76 A.D.) utilizzato nella colonna sonora di Blade Runner, Iasos e Steven Halpern. I suoni vanno dalla ricerca più sperimentale, all’ambient meditativa e con la faccia rivolta ad oriente, passando per classici field recordings con suoni naturali e contemplativi, immergendosi in chitarre con wah wah cosmici o in echi subliminali. 

Il fatto che una raccolta del genere esca proprio nel 2013 non è un caso. Negli ultimi anni sono infatti spuntati come funghi musicisti che dalla New Age hanno attinto a piene mani, vedi Daniel Lopatin (aka Oneohtrix Point Never), James Ferraro, Ariel Pink, tutta la scena vaporwave e molti altri. Questi over 35 hanno utilizzato i suoni degli anni ’80 (quello che forse ascoltavano i loro genitori) per parlare di un passato cristallizzato, utilizzandolo per ricoprire la loro proposta di una patina di polvere postmoderna, che tra le altre cose ha dato origine a tutto il movimento glo-fi.

Il ritorno della New Age professato in questo triplo vinile non è (solo) nostalgia. L’operazione serve a fare il punto su un falso mito, che ha relegato il genere al rango di pura musica d’arredamento. Grazie alla playlist certosina dell’etichetta di Seattle scopriamo invece che il genere esiste ben da prima degli anni ’80, e che anch’esso ha proliferato nel sottobosco più deep e underground, come la techno, l’indie rock e altri generi poi tramutatisi in pop. Un documento strepitoso, per riscoprire artisti e luoghi della mente da troppo tempo nell’oblio. Fra le più belle compilation dell’anno. 

6 Dicembre 2013
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I Am The Center: Private Issue New Age In America, 1950-1990

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