Recensioni

7.2

Il nuovo album degli americani Centuries arriva a ben cinque anni dal suo predecessore, quel Taedium Vitae che li proponeva come uno dei gruppi più promettenti del panorama hardcore più estremo ed innovativo: il lustro trascorso tra le due opere (durante i quale il gruppo ha affinato le proprie capacità in numerosi ed importanti tour) non potrebbe però essere stato più fruttuoso, perché questo The Lights of This Earth Are Blinding è un sostanziale passo avanti, oltre a confermarsi il solito, ben assestato, colpo nella bocca dello stomaco.

Abbandonato ogni orpello (come i titoli in latino) in favore di un’essenzialità nervosa, la band della Florida ha preferito ricreare le amate atmosfere decadenti e oscure, violente e torbide, esclusivamente con la potenza e le sfumature della propria musica: se l’irruenza dei groove e la cattiveria delle distorsioni sono infatti caratteristiche fondanti per i Centuries, questa volta i quattro musicisti dimostrano di saper variare i registri senza nulla perdere della propria essenza e della propria grinta crust. Tra le sfuriate più brevi e dirette (di cui il brano presentato in anteprima, quella Bygones di neanche due minuti, è ottimo esempio) s’inseriscono dunque brani più strutturati, dove il folk più tenebroso funge da introduzione per sfuriate hardcore (Wooden Hand) o si alterna a momenti più classicamente metal (May Love Be With You Always e l’ottima Fury), e dove si scoprono inedite sfumature tra noise (The Climb) e sludge/doom (The Endless Descent e la conclusiva Nul Orietur). Nessuna rivoluzione, ma accorgimenti e miglioramenti che rendono i Centuries non più una promessa, ma una certezza per chi apprezza il rock più caustico, buio e rovente.

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