• Feb
    08
    2013

Album

Urtovox, Viceversa

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Un disco omonimo non è mai per caso, soprattutto per artisti come Cesare Basile. È oltretutto un lavoro che arriva a pochi mesi dall’ottimo Sette pietre per tenere il diavolo a bada, a suggellare quel senso di radici recuperate, di cerchio chiuso tra diaspora rock e ritorno al folk terrigno dell’amata/odiata Sicilia, ai piedi dell’Etna che lo vide nascere e lo ha visto tornare. È il suo lavoro più cantautorale, dove lo spasmo cupo blues rock s’impasta con la brama di narrazione, l’elettricità scomposta, selvatica, bieca come ombra dell’incedere acustico impreziosito di cento voci percussive, squillanti, legnose.

Un suono abitato da spiriti e tremori, memorie rabbiose e inquietudini sanguigne (collaborano tra gli altri il violinista Rodrigo D’Erasmo ed il multistrumentista Enrico Gabrielli). Due anime che diventano una, il rocker letterario dalla visione espansa di Parangelia (echi Joy Division tra fremiti d’archi, fiati distorti e sfrigolii sintetici) ed il trovatore drammaturgico di Canzuni addinucchiata (scritta assieme alla conterranea Dina Basso, poetessa classe ’88) con l’idioma catanese a conferire tragicità solenne alla ballata. Quest’ultima scelta poetica più che espediente, peraltro ripetuta in oltre metà scaletta: ne traggono indubbio vantaggio la tesa L’Orvu e la struggente Maliritta carni (splendido l’arrangiamento cameristico). D’altronde episodi in italiano come Caminanti e Sotto i colpi di mezzi favori sono quasi-talkin’ tra sdegno e commozione in cui avverti palpabili retaggi De André e De Gregori, quegli stessi che la splendida Nunzio e la libertà rielabora con la fosca intensità John Parish che conosciamo.

Non bastasse, nell’edizione in vinile (per la Viceversa Records, di cui Cesare è direttore artistico) possiamo trovare un disco di bonus, Le ossa di Colapesce, contenente versioni acustiche – assieme intime e lancinanti – di brani noti, tra cui le notevoli All’uncino di un sogno, Finito questo e Dal cranio.

Credevamo di esserci già imbattuti nella maturità di Basile, ma frutti succosi continuano ad arrivare. Non saranno gli ultimi.

8 Febbraio 2013
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