• Mar
    05
    2013

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Matador

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C’è logica curiosità per il nuovo gruppo di Thurston Moore, per la prima volta leader e non solista da quando i Sonic Youth hanno sospeso la loro attività a tempo indeterminato. Se il recente Demolished Thoughts ha trasfigurato il suo suono di sempre in stile elettroacustico, qui ci avviciniamo maggiormente alle atmosfere del vecchio (?) complesso. Non aspettatevi, quindi, cambi di rotta clamorosi, anche se per il chitarrista e bandleader si tratta soprattutto di un ritorno alle proprie radici presoniche. Che siano i Velvet Underground dell’iniziale Heavenmetal o il più semplice e schietto punk rock di Lip, l’album è prima di tutto un omaggio alle fonti d’ispirazione di sempre che contempla anche le ascendenze letterarie (Burroughs) o i compositori moderni le cui innovazioni il nostro ha tradotto in ambito rock – da Steve Reich fino a Glenn Branca.

Ci sono infatti assonanze branchiane in Mohawk – il brano più sperimentale di tutta la raccolta – oltre che negli intermezzi noise, nelle lunghe digressioni della stessa Burroughs o di Sleeping Where I Fall, che per il resto rimane un bell’esercizio di rock and roll dissonante anche se più lineare di molti brani dei Sonic Youth, senza le alchimie chitarristiche che il nostro era solito creare con Lee Ranaldo. Il quartetto dei Chelsea Light Moving, in cui figurano Samara Lubelski al basso, Keith Wood alla seconda chitarra e John Moloney alla batteria, non è una fotocopia della gioventù sonica, nonostante alcune coincidenze destino qualche sospetto. C’è invece una canzone che potrebbe essere quasi una copia carbone: alzi la mano chi ascoltando le strofe di Burroughs – ancora – non pensi a una riedizione più o meno inconscia di Hey Joni.

L’aspetto più curioso e stimolante, senza dubbio, è ascoltare il chitarrista che ha creato una grammatica inedita nell’ambito della musica rock misurarsi con elementi più classicamente di genere: i riff heavy di Alighted ed Empires of Time, il blues nel break strumentale della stessa Lip o la coda di puro hardcore di Groovy & Linda e, naturalmente, la cover di Communist Eyes dei Germs. Thurston Moore è un rocker a tutto tondo e un uomo che non si stanca di ribadire la fedeltà alle proprie radici. Qualcuno aveva dei dubbi?

19 Marzo 2013
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