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La Pendu è il parto concettuale di Todd Brooks. Al centro vi è l'immagine dell'appeso: colui che nell'estenuante ricerca della verità finisce esiliato, ai limiti della comunità, al punto d'avere una visione capovolta del mondo. Il manifesto, leggibile sul sito, è un sincretismo di mistica orientale, tradizione alchemica e decadentismo. Fino all'anno scorso la Pendu era famosa unicamente per i party organizzati a Williamsburg, per Sasha Grey sotto il nome di aTelecine e per essere uno degli alfieri del Faux Goth.

Con Chelsea Wolfe la situazione è cambiata e l'intero progetto ne ha guadagnato in spessore. La cantautrice californiana è riuscita a raccogliere intorno a sé sempre più attenzione: prima aprendo in tour ai Liturgy e poi diventando uno dei più elogiati act della 2011 CMJ Marathon. Descritto come doom-infused-folk, Apokalypsis è l'incontro di una serie di riferimenti culturali, letterari e musicali che vanno da Mallarmé (Mer), a David Lynch (Movie Screen), passando per Burzum, con il country e il folk della casa paterna.

Il risultato alla fine ricorda molto di più PJ Harvey e Nick Cave che non uno dei numerosi epigoni minimal synth. Quella della Wolfe è infatti una musica che non condivide per niente l'ossessione modernista degli anni Ottanta. E' una musica viscerale, scura, melanconica, eppure impersonale, guidata da una voce che sussurra, chiama, compiange e ricorda un'assenza che non riesce a cancellare.

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