Recensioni

7.5

I tre Chewingum provengono da Senigallia come, del
resto, tutta la folle cricca del Marinaio Gaio delle cui gesta ed
uscite discografiche si sentirà sicuramente prima o poi parlare. Quelle
contenute in Eppi sono quattro canzoncine
piene di grazia e immaginario malinconicamente scanzonato, retrò e
gocce di pioggia su di me. Chitarra acustica di sole e giri in bici,
voce sussurrata come soffio su un dente di leone (il “soffione”). Ritmi
educati e sornioni, comunque frizzanti: da ballare tra sé e sé col
sorriso sulle labbra. Nei testi, insoliti ed originali pensieri
d’amore, ricchi di dettagli e citazioni esotiche: nomi di città
lontane, letteratura del liceo, canzoni che ti salvano dai momenti
grigi. Ascoltando queste piccole meraviglie rubate al tempo si rischia
di venire rapiti in un’altra epoca forse mai esistita, surreale, dove
ancora contano le buone maniere e la cavalleria, dove si può assistere
ai corteggiamenti di Valentino e Valentina innamorati dell’amore di
quando avevi otto anni e scoprivi i Beatles tra i dischi dei tuoi e
c’era quella ragazzina con le trecce sull’altalena che non capivi bene…
Ma volevi andare da lei. Ci si ritrova inebetiti, travolti da caldi
ricordi, sorridenti e sovrappensiero. Ribadisco, innamorati di cotanta
naiveté e magnetica semplicità apparente. Annotarsi il nome per  il
futuro, prego.

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