• Dic
    02
    2016

Album

Glassnote Records

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Difficile ultimamente non imbattersi in Donald Glover, in qualsiasi campo vi stiate trastullando: lanciatissimo nel cinema con The Martian di Ridley Scott nel 2015 e soprattutto con il prossimo Spider-Man: Homecoming (2017) al fianco di Robert Downey Jr, nei panni di Lando Calrissian nello spin-off di Star Wars dedicato a Han Solo che dovrebbe uscire nel 2018, ma anche impiegato in una serie TV fondamentale del 2016 come Atlanta, il poliedrico artista californiano coltiva anche una parallela carriera musicale con lo pseudonimo Childish Gambino (nato da un generatore automatico di moniker per aspiranti membri del Wu-Tang Clan). Dopo svariati mixtape, un paio di EP e due LP tutti per lo più interlocutori (se non proprio mediocri, vedi Because the Internet), con questo Awaken, My Love! Glover fa finalmente (e decisamente) centro: uscito in coda all’anno un po’ in sordina, il disco ha rapidamente scombussolato i piani in merito alle classifiche di fine 2016 di tutti gli appassionati di musica black. Sempre di retromania parliamo, ma questa volta – a differenza del bolso e plasticoso Bruno Mars dell’ultimo, pessimo 24k Magic – è di quella buona.

Con un oculato e bilanciato equilibrio tra campioni, digitale e strumenti analogici, il disco è una riuscitissima full immersion nel funk più dolce e psichedelico dei 70s, che guarda soprattutto a George Clinton (che infatti ha lodato pubblicamente Awaken, My Love!) e ai suoi Funkadelic – omaggiati fin dalla cover, molto simile a quella del capolavoro Maggot Brain – e Parliament. Rispetto però tanto alle svisate lisergiche quanto ai groove più festosi dei due gruppi del primo ministro del funk – ripresi soprattutto in tracce come Boogieman e Zombies, o nelle frusciantesche morbidezze psych di The Night Me and Your Mama Met l’album di Gambino sa spesso farsi anche veicolo di mood più pensosi o compassati, intimi o forse solamente maturi, come in Redbone, Baby Boy e Stand Tall, dove viene affrontato – tra gli altri – anche il tema della paternità. Sulla tecnica vocale di Glover, ancora ben lungi dall’essere impeccabile, si può quindi questa volta soprassedere senza particolari sensi di colpa, perché le soddisfazioni che questa uscita può regalare risiedono altrove.

Awaken, My Love! potrebbe essere a buon ragione tanto la gioia del solito retromaniaco nostalgico quanto quella del semplice e sincero appassionato di musica black bisognoso di un bel disco da godersi senza troppi patemi. È già tantissimo.

21 Dicembre 2016
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Childish Gambino (Donald Glover)

Because the Internet

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