Recensioni

Da David Lynch a John Parish, Chrysta Bell dimostra un certo savoir faire nello scegliere le persone giuste a cui affidarsi. Finora ottima partner musicale del regista di Twin Peaks (e a proposito del telefilm, è tra i volti nuovi della terza serie), la cantautrice texana sembra avere trovato la chimica giusta anche con il braccio destro di PJ Harvey.
We Dissolve mette un po’ da parte il claustrofobico electro-blues o certe atmosfere eteree ed elettroniche del suo lavoro con Lynch in This Train e Somewhere in the Nowhere, per un sound più aperto e organico cucitole attorno da Parish. Tra le due esperienze si avverte uno stacco nei suoni eppure una certa continuità, per esempio in Devil Inside Me, ballata bluesy lenta e cadenzata come certe pagine lynchiane, negli effetti sonori flottanti di Planet Wide, negli accordi twangy di Monday. Segno che in questo flusso di canzoni ipnotiche con tante sfumature diverse – blues, soul, rock, jazz – c’è una personalità che emerge man mano con più disinvoltura e sicurezza. La si avverte nella voce sinuosa come nella scrittura, dove il taglio pop marcato di Heaven e Gravity si controbilancia in genere con soluzioni ricercate: tappeto ritmico jazzato in Half Asleep, giri trip-hop in Slow, chitarre psichedeliche in Over You, il moog della stessa Gravity, fino alla title-track che ricorda il Nick Cave di Let Love In. D’altra parte Chrysta assorbe per osmosi (o forse lascia solo emergere di più) influenze come Portishead e PJ Harvey, con quest’ultima che torna in mente in Planet Wide e nel soul rockeggiante di Beautiful e con cui la Nostra ha una certa affinità nel timbro vocale.
Non tutte le canzoni spiccano ma alcune (la maggior parte) sanno come agganciare l’ascoltatore. Il disco c’è, forse si poteva osare qualcosa in più per renderlo ancora più incisivo, in ogni caso prova superata.
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