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Arriva al secondo disco il progetto Chupame El Dedo, avventura collaterale di Eblis Alvarez e Pedro Ojeda, entrambi già attivi (rispettivamente con i Meridian Brothers e Romperayo) nel ribaltamento continuo e nella ridefinizione dell’identità sonica dell’America latina: No Te Metas con Satan prosegue nel suo percorso alla riscoperta della lunga tradizione umoristica (che ha visto più di un successo nel vasto continente sud-americano), coniugando un’attitudine tra il demenziale e il grottesco con intuizioni che pescano tanto dalla scena global-bass quanto dall’alternative hip-hop americano degli anni zero. Tanto Quasimoto (l’alter-ego malvagio e cartoon di Madlib) quanto l’indimenticabile esperienza MadVillain (sempre Madlib, insieme però al fenomenale rapper mascherato MF Doom) rappresentano un riferimento per i due Chupame El Dedo, che infatti si nascondono dietro cappucci da stregoni e voci modificate e trattate, ma tra i rimandi si possono sicuramente citare i fantomatici Gorillaz e soprattutto tutte le varie finzioni sceniche, gotiche e splatter, di Rob Zombie (con e senza i fidati White Zombie).
Così, in un’ambientazione cupa e surreale, Pedro ed Eblis si spostano dall’electro-cumbia cigolante e ripetitiva della titletrack alla salsa distopica e disturbata di Metalero, per poi architettare le scenette teatraleggianti di Mi Ancestro Berraco e della boccaccesca (ma anche estenuante) Alexandra Candelaria. Convincono maggiormente il reggaeton psichedelico di Me Duele e i suoni elettronici e saturi della conclusiva Bolillo Cafre, ma non bastano a salvare un disco dove la troppa carne al fuoco rende il risultato finale pesante e spesso irrisolto. Forse è eccessivamente cattivo parlare di occasione sprecata, perché in No Te Metas con Satan non mancano né idee né passione, ma l’ascolto scorre con davvero troppa difficoltà.
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