• mag
    19
    2015

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Thrill Jockey

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Tante novità in casa Circuit Des Yeux. In Plain Speech è il quinto disco di Haley Fohr, ma il primo a uscire per Thrill Jockey e soprattutto il primo disco collaborativo in cui la musicista di Chicago si circonda di ben cinque musicisti scelti tra il circondario di casa.

Oltre alle novità da comunicato stampa, ci sono però due grossi elementi che giocano a sfavore di In Plain Speech: il primo è la voce ultra-baritonale della Fohr, che stavolta non sembra aggiungere un timbro di originalità alla materia avant-folk e spesso si insinua come una copia al femminile di Scott Walker. La seconda è l’approccio forzatamente arty a scapito del sentimento e del coinvolgimento emotivo: molte infiorettature negli arpeggi, gli arrangiamenti che cercano sempre la soluzione più complicata (Do the Dishes, Dream of TV, A Story of This World) e pochi colpi assestati al ventre (forse la sola Fantasize the scene).

Pare, insomma, un disco snob, che perde il confronto con i lavori recentemente partoriti dall’avant al femminile (vedi Grouper e Colleen), lasciando ampi margini di rimpianto per questa nuova svolta della sigla Circuits des Yeux. Non che sia una visione da perdere, quella della Fohr, ma c’è bisogno di ritrovare smalto e lucentezza nel songwriting, o più semplicemente del blues.

10 luglio 2015
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