• Apr
    01
    2011

Album

Matador

Add to Flipboard Magazine.

Se ve li ricordavate artefici di un synth pop primitivo, oasi digitale all'interno dell'arcipelago lo-fi newyorkese, sappiate che questa volta Wesley Eisold ha deciso di dare una sferzata al proprio algido sound.

Per annunciarlo ha scelto il barbarico grido di The Great Pan Is Dead: un inferno di chitarre in loop, ritmiche squadrate, un cantato emotivamente destabilizzante e tastiere che aprono distese infinite. Un'approccio più diretto, sicuramente più rock e meno claustrofobico rispetto al recente passato, che mette definitivamente da parte l'immagine dei Cold Cave come sperimentatori, figli di un'era paleo tecnologica.

Non che l'electro wave di brani come Confetti o Icons Of Summer abbia spostato di molti anni in avanti il loro revivalismo. E' come se il progetto fosse approdato all'alba del technopop. Il 1981 è l'anno di riferimento: il romanticismo dei New Order e la fisicità degli Human League, con un Weisold che, indossati i panni del frontman a tempo pieno, sembra sempre più simile ad una versione espressionista di Phil Oakey.

Con Pacing The The Church, scorrazzano pericolosamente nei territori di quella pop wave che ha fatto la fortuna degli Editors. Ne scampano grazie ad una produzione ruspante che, seppur lontana dal minimalismo degli esordi, evita la pomposità di Tom Smith e compagni.

Cherish The Light Years è l'album che trasforma il progetto solista di Eisold in una vera e propria band; lo fa mantenendo la barra dritta verso un pop sintetico naif ed avvincente, forse meno concettuale e stimolante rispetto al passato ma, in fin dei conti, decisamente più godibile.

1 Aprile 2011
Leggi tutto
Precedente
Trent Reznor – The Social Network Trent Reznor – The Social Network
Successivo
Cat’s Eyes – Cat’s Eyes Cat’s Eyes – Cat’s Eyes

album

artista

Altre notizie suggerite