Recensioni

6.5

i “figli della Guerra Fredda” provengono da tre EP accolti discretamente dalla stampa specializzata, corroborati da un’attività dal vivo ininterrotta sin dal 2004. L’appeal pop-rock anni ’70 misto a tensioni Radiohead / Jeff Buckley di cui vive la loro musica sta già assicurando loro una buona visibilità, grazie anche ai singoli We Used To Vacation e Hang Me Up To Dry, giustamente posti a inizio scaletta. E’infatti in questi due brani che si gusta immediatamente la formula del quartetto, basata da un lato sui vocalizzi – alla lunga estenuanti – di Nathan Willett , dall’altro sulla chitarra di Jonnie Russel, prodiga ora di soli stile Jonny Greenwood, ora di costruzioni e ambientazioni suggestive.

Il resto di Robbers & Cowards si fa notare più per gli arrangiamenti essenziali, con evidenti ascendenze blues e tormenti Waits / Cave, che per la scrittura in sé; tanto basta per un buon fenomeno equamente diviso tra indie e mainstream – à la Maroon 5, diremmo, anche per le forti inclinazioni Stevie Wonder che accomunano i due vocalist.

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