Recensioni

Merrissa Campbell, da Brixton, South London, giocatrice semiprofessionista di calcio, meglio conosciuta come la dj, produttrice e vocalist Cooly G, è una che ha le idee chiare. Al contrario dell'altra ragazza di casa Hyperdub, Ikonika, che ci ha praticamente mandato a quel paese quando le abbiamo chiesto cose a riguardo, Merrissa rivendica con fierezza il proprio ruolo di prominent female in un giro decisamente maschio come quello dell'underground dance UK. Le idee Merrissa le ha chiare anche e soprattutto per quanto riguardo la definizione e la collocazione della propria musica: "deep house tribal dubstep vibe". Si sente figlia della tradizione UK Funky, che con lei prende le forme clubbistiche di una deep house "al tempo del dubstep": nel senso che Cooly non fa dubstep guardando alla house, ma esattamente il contario. Pezzi come la splendida, ormai classica, Love Dub (2009) spiegano questa prospettiva meglio di tante parole.
Con alle spalle produzioni e release almeno dal 2008, anche accanto a big come Mala (che aspettiamo al varco dell'LP, se mai arriverà) e outsider di lusso come DVA (un primo album sulla stessa linea di Cooly, ma con r'n'b e grime come estremi del continuum; assolutamente ricco di ottimi spunti, ma un po' troppo embrionale nel suo voler essere a tutti i costi omnicomprensivo), Merrissa per l'esordio lungo sceglie la soluzione di fino e punta tutto su un impatto non tanto sonoro-produttivo, quanto atmosferico-evocativo. Di dubstep ci sono le scansioni e le scelte timbriche legate alla componente squisitamente ritmica (molto ben esposte ad esempio, per parossismo, nell'ossuta What Airtime), ma il resto sono affondi in una ambience house fatta di tempi rilassati (i pezzi non partono mai davvero) e atmosfere chiaroscurali, di un intimismo misterioso (particolarmente Trying). Modi in qualche modo paralleli a quelli con cui Deniz Kurtel e Amirali stanno trattando la materia electro – invece che dubstep – per definire la propria maniera house.
Le tastiere in delay di pezzi come come Come Into My Room e la soulness che trasuda dai vocals – e dalle lyrics – di pezzi come Landscapes (sono due pezzi splendidi), le cadenze reggae "sotto" di Sunshine e il pathos disco/romantico di Trouble spiegano questa prospettiva meglio di tante parole. Il footwork, nuovo "dialetto di koiné" per i producer più sul pezzo, e se vogliamo, in tal senso, nuovo-dubstep, si affaccia nei loop samba di It's Serious.
Debutto lungo non esplosivo questo di Cooly G, anzi piuttosto – volutamente – trattenuto (solo nella title track, sul finale, affiora certa cattiveria grime-Terror Danjah), giocato tutto in sottrazione, ma decisamente maturo e autorale. Nonché possibile volano per remix dancefloor da paura.
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