• Feb
    16
    2017

Album

To Lose La Track

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Non sono poi tante le formazioni nostrane frequentatrici di determinati generi e suoni che possono vantare, a distanza di anni, una coerenza e una costante, sincera autenticità. I romagnoli Cosmetic sono indubbiamente tra queste: attivo discograficamente dal 2007 tra diverse declinazioni di stile, cambi di formazione e un getto continuo di idee e progetti, il gruppo ha avuto il merito di essere riuscito a tenere dritto il volante lungo il proprio percorso sterrato. E allora ecco che riassestata la line up, tornato definitivamente il power trio originale (Emanuele Bartolini, Simone Bartolini e Emily Zhu) e cambiata etichetta (da La Tempesta a To Lose La Track), per il loro quinto disco i tre scelgono di abbandonare le sperimentazioni psych-rock del precedente Nomoretato concentrandosi su un punk dritto e crudo, quello che i tre sanno approcciare meglio, arricchendolo di chitarre shoegaze, tentazioni emo-pop e quelle problematiche generazionali che, anche se anagraficamente lontane, non smettono di instillare dubbi e mal di testa.

Un lavoro in cui torniamo ad immergerci nel lato più rumoroso e distorto del gruppo che però non disdegna momenti più melodici e lineari (Fine di un epoca, La linea si scrive da sola), in quell’alternanza di soluzioni e registri che gioca ora con l’hardcore, ora con il garage, ora con la forma canzone più facile e diretta (1986). Riportando a casa tutti gli ascolti e le influenze soniche, rimettendo sul tavolo sé stessi e i propri limiti («dobbiamo soltanto imparare ad imparare di più e a non difendere ciò che è obsoleto e vecchio», cantano nel brano che apre il disco), i Cosmetic mettono in gioco sé stessi: anima e CORE in perenne aritmia e urgenza febbrile, tra testi urlati (Schiaffino!) e «questo diventare adulti che non finirà», senza brillare per originalità ma tornando a proporci il loro suono nella forma migliore.

19 Maggio 2017
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