Recensioni

67

Qualche settimana fa tra i commenti di un post riguardante il tipico crowdsurfing della cantante dei Crystal Castles su Hipster Runoff – uno dei più irriverenti blog di satira sul mondo musicale alternativo – un utente se ne usciva con questa affermazione: “Alice – screams = Grimes. E se a quel tempo c’erano soltanto un paio d’anteprime di questo terzo lavoro, nonostante l’intento canzonatorio e la diversità palese tra l’omonimo esordio dei Castels e Visions, quelle parole hanno finito per rivelarsi, se non profetiche, perlomeno verosimili.

Per (III) il duo canadese lascia da parte la portante 8-bit e le sonorità da rave per innesti atmosferici accarezzati certamente nel passato (il riferimento è a Celestica dal sophomore) ma mai inforcati come in questa prova. L’algida Varsavia, teatro delle frettolose session, ha probabilmente influito nell’immergerli nel territorio di una darkwave dai suoni grezzi e privi delle postproduzioni corpose tipiche di altri connazionali come Trust; merito delle tastiere antiche, dei synth d’epoca e dei supporti analogici mai utilizzati prima d’ora dal duo. Una rivoluzione che colpisce soprattutto Alice Glass e la sua voce che rinuncia all’anima punk (strascichi in Plague, singolo uscito in anteprima, e nel ritornello di Insulin) per ritrovarsi quasi totalmente filtrata fino a risultare irriconoscibile (il carillon finale Child, I Will Hurt You). Grossi i rimandi alla succitata Grimes, soprattutto in riferimento al gotico Halfaxa, pieno di contaminazioni witch house che sono il vero fulcro del disco (Wrath Of God e Mercenary ammiccano ai suoni trance e cavernosi dei Salem,Violent YouthTelepath è il connubio tra il marchio di fabbrica tradizionale techno-chiptune di Kath con le dissonanze più marce del genere, il messicano Ritualz in testa).

III propone un mix ben dosato tra l’hipsteria elettronica in voga un paio d’anni fa, il presente targato Canada e l’universo Crystal Castles. Apprezzabile il tentativo di smarcarsi dalle gabbie soniche del passato, ma l’incastro risulta più di forma che di sostanza. A voler esser buoni: album di transizione.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette