Recensioni

Il neo-folk al tempo dello scompaginamento post-cameretta. Questo, con qualche forzatura, potrebbe essere il sunto di Filthy Plumage In An Open Sea!, mini-lp con cui il solo-project del newyorchese Sean Ragon debutta per la nostrana Avant! dopo un 7” omonimo e il molto ben accolto full-length A Stick To Bind, A Seed To Grow su Dais.
L’attacco di Lace Up Your Boots non lascia spazio a dubbi: corde acustiche affilate come stiletti alla maniera di un Douglas P incattivito dagli eventi (storie di alcolismo, tossicodipendenza e crisi interiori) e stremato da sentimenti estremi impossibili da placare. Quando la tensione si allenta (And The Sky Will Open (For Michael)) e l’interplay accoglie trombe dark-folk e svisate di synth acidissimi (Eihwaz), a farla da padrone è sempre la voce quasi baritonale di Ragon, paragonabile per teatralità e profondità di toni a quella di un Peter Steele (Type O Negative) giovane, roco e possibilmente più romantico.
Immaginario e referenti sono quelli classici del pagan-folk virato goth e dark, tutto ritualità e spiritualismo, ma c’è un non so che di lacerato che rimanda a panorami rock&garage, tanto che la conclusiva Bottomed Out – un numero alla Velvet Underground, storto, sensuale e suadente, che mai ci saremmo aspettati – tutto sembra tranne che fuori luogo. Anzi, individua una possibile apertura a qualche sviluppo futuro piuttosto interessante alla Spiritual Front.
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