• Ott
    01
    2010

Album

Giada Mesi

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Dopo avere confessato i propri peccati, avere recensito Fabri Fibra, avere fatto innamorare Iosonouncane, Dargen ci toglie l’impiccio e si recensisce da solo.

Inspiegabilmente, se la (parte prima) suona decisamente più estiva (uscita il 2 giugno 2010), la (parte seconda) suona decisamente più autunnale (in uscita l’8 ottobre 2010). Lo scarto tra le parti è quindi soprattutto nel – sarebbe inconsueto se fosse diversamente per un oggetto che si ascolta – suono: se nella (parte prima) sfociava – non senza vergognarsene – nel bassofondo del reggae più miserabilmente abusivo passando per la dance più giostresca, il suono vira nella (parte seconda) – seguitando a vergognarsene – verso l’elettronica più scura fino alla nostalgia sudamericana passando per lo scremo più emo. I temi sono però sempre quelli ormai familiari amorosi, illustrati da un artista infelice che poi sono io, che nessuno mi capisce quello che dico, che però quando cerco di farmi capire o in effetti si capisce e non sono quindi più così bravo o non si capisce lo stesso e però divento commerciale, che però sono più commerciale degli altri perché con tuffo carpiato mortale rovesciato riesco a essere commerciale senza nemmanco fare lo sforzo di vendere i dischi e comunque ti rimane sempre il dubbio di non aver capito comunque un cazzo e così si riprende il giro dal via.

Odio Volare, amore e jetlag (e Dio), sole agrodolce; Anche se il mondo ha, apocalisse, rap a rotta di collo, refrain praticamente neomelo’; D’ cuore, cardiopatia totale, Annarella (superemo carillon e spernacchi), uno dei capolavori di Jacopo D’Amico; L’amore è quell’intertempo, enfasi e ricordi di voci trip hop; In Loop, musica & (non) dischi, rockelectroclash, un refrain che quasi quasi Gli Atroci; Mi piacciono le donne, Crookers-o-rama, la mutazione tamarra è conclusa, autotune pimperia e rullante, l’omicidio del buon gusto; Briciole colorate, piano, archi, autotune. Spleen.

Nello spazio interstiziale tra distacco critico e innamoramenti privati, uno dei dischi dell’anno.

24 Dicembre 2010
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