• Apr
    30
    2013

Album

Giada Mesi

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D l’avevamo lasciato con un pizzico di Nostalgia Istantanea. Aveva alzato l’asta del limbo e ci eravamo chiesti quale il prossimo passo ora che poteva parlare a tutti, bimbiminkia, pentiti del rap, rappofili e indie. Qui D dice chiaro e forte che ha scelto: le peggio coatte, tamarre mai viste / commesse, estetiste, shampiste / coi jeans attillati, incollati di tutti i colori / e scritte appariscenti come gli evidenziatori (Lorenzo De’ Medici). D le punta, ma per ora lo zoccolo duro sono i ragazzini, tipo quelli che affollavano tutti uguali – vestiti e capelli tipo Fedez, cofanetto coi bodyglasses nuova serie in mano – la saletta della Feltrinelli di Porta Nuova a Torino il 30 aprile, per una presentazione del disco risolta ad autografi e foto. Ma questo ci interessa fino a un certo punto.

Vivere aiuta a non morire è il disco easy di D, estivo, di bocca buona e sboccato, ma anche impegnato, se la triade chiave dei temi del nostro (amore dio morte) diventa un pentacolo aggiungendo i tag italia e politica (vedere particolarmente Il presidente). D ci si siede in mezzo, autorevole e carismatico anche nei tanti troppi pezzi-gag, ambigui tra adesione e strizzata d’occhio, un po’ automatici, un po’ slogan, tra culo, para-culo e presa-per-il-culo (il culto istantaneo Bocciofili, feat di Fedez e Mistico; il singolo L’amore a modo mio con il principe dei tamarri J-Ax), frulla assieme cantautori, spirito neomelodico, Daft Punk, italo disco, Crookers, dance 90, 883 e rap (le produzioni sono quasi tutte di Zangirolami), e regala comunque le sue perle e i suoi gimmick metrici e linguistici. Il citazionismo dargeniano (L’Italia è una ha sotto una tastiera alla Amarsi un po’ e accumula luoghi comuni alla Rino Gaetano) è ormai anche autocitazionismo, come il mare d’invernoDue come noi, con un Pezzali pezzalissimo, è un po’ Bere una cosa un po’ Odio volareUn fan in Basilicata è un po’ Prendi per mano D’AmicoIl ginocchio, sempre con J-Ax, un po’ In loop.

Il disco parte a bomba con l’arrancante incalzare di VV, roba quasi da Musica senza musicisti, va di alti e bassi (soprattutto tra incisi e feat) ma si ingolfa davvero solo nel quartetto centrale Il cubo (gag con Danti dei Two Fingerz), A meno di te (con il soul uptempo da corista di Michelle Lily), Sincero/sincera (un po’ contro-qualunquismo che diventa qualunquismo-contro), Il corriere contromano (con Andrea Volontè, tutto tranne che irresistibile, già nel singolo Siamo tutti uguali). Bellissimo invece il pezzo coi PerturbazioneCon te, una vera sorpresa, un po’ Gazzè un po’ Neffa pop; bellissimo il remix del singolo Continua a correre, feat. il pupillo Nardinocchi, firmato Zen Marque; sorprendentemente drammatico, tipo Guccini meets il pezzo di Fibra sul piccolo Tommy (Potevi essere tu), E’ già, con Enrico Ruggeri.

D è troppo bravo per nascondere di esserlo e riesce a essere grande anche quando, sopra le righe, si abbassa. Alchimista, trasforma il piombo in oro, anche se va notato che lui viene dall’oro e al piombo c’è arrivato. Copertina cristologica da applausi firmata Corrado Grilli cioè Mecna, il più conscious dei rapper della nuova generazione.

6 Maggio 2013
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