Recensioni

Tornano i Daughters per quello che sembra essere l’ultimo lavoro della band. Ancora una volta sotto la Hydrahead di Aaron Turner, l’album è interamente in streaming nel sito della rivista Revolver e niente (o quasi) rimane delle abrasive schegge grind degli esordi di Hell Songs, né del successivo – e già più imbrigliato – Canada Songs.
All’inizio erano gli ultimi arrivati di un manipolo di gruppi come Converge, Botch, Coalesce che negli USA cercavano di trovare delle nuove direzioni all’HC, ora sembrano una costola di Interpol, Editors e Rapture (la disco punk di The Hit). Come è accaduto per i Dillinger Escape Plan di Ire Works, la band di Providence prova a cimentarsi in HC da classifiche. Non cadrà nei refrain imbarazzanti di quest’ultimi, eppure il suono, debitamente ammorbidito, levigato da ogni asperità e rallentato un po’, non sa né di carne né di pesce. Birthday Party e Jesus Lizard covano ancora sotto le partiture (nei brani The Dead Singer, Sweet Georgia Brom su tutti) ma è tutto art-punk per emo-kids quello che si ascolta e niente più.
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