Recensioni

5.5

Lo storytelling che accompagna questo disco è che a un certo punto Wayne Coyne fa una cosa da Wayne Coyne: va a Raleigh (North Carolina) per andare a incontrare il creatore del più grande orsetto gommoso al mondo (!), e già che c’era va al concerto dei Wolfmother. Quella sera ad aprire ci sono le Deap Vally, duo rock di base losangelina. Il concerto gli piace, scambio di convenevoli e numeri di cellulare al banchetto del merchandasing – si sa come vanno queste cose – e ci si ritrova in Oklahoma qualche tempo dopo per fare una canzone, che quando viene riascoltata sembra ai membri delle due band molto migliore di quello che ci si poteva aspettare. Segno che Wayne Coyne e soci avevano aspettative piuttosto bassine, a giudicare dal fatto che quel brano altri non è che il prevedibile e ombelicale rockettino plasticoso dell’opener Home Thru Hell.

Fatto sta che nasce l’idea dell’equazione Deap Vally + Flaming Lips = Deap Lips, una band vera e propria che alla fine produce dieci brani. Il problema è che in molti casi si tratta – lo ammette Coyne stesso nella press release – di cose che erano state messe in un cassetto. Insomma, materiale che finora non era stato ritenuto degno della pubblicazione viene tirato fuori per lavorarlo a quattro mani. Ci ritroviamo così rapidamente in contesto Yoshimi (Love Is A Mind Control, comunque il numero migliore del lotto), una straniata cover di un brano degli Steppenwolf originariamente pensata per Miley Cyrus e qui ripescata, un refrain opportunisticamente anti-trumpiano (ma contiamo che Fernando Rennis non la vorrà inserire in una edizione aggiornata del suo Politics) come Motherfuckers Got to Go.

All’ennesimo ascolto – abbiamo voluto dargli qualche possibilità, visto il coinvolgimento di Coyne e soci – l’impressione è di sentire dei Flaming Lips un po’ annoiati che tirano fuori i propri suoni bizzari, weird, stralunati, ecc. per accompagnare un duo che invece, dal punto di vista dell’apporto – eccezione fatta per l’uso insistito della parola “fuck” – scompare. Un po’ come se le nipotine avessero finalmente ottenuto il permesso di suonare con gli zii e questi avessero deciso che – tutto sommato – forse potevano accontentarle anche con qualche avanzo, usando una mano sola o continuando a dire “noi siamo i Flaming Lips”. Accontenterà le nipotine, ma non coloro che hanno ascoltato il resto della discografia degli zii.

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