• Ott
    01
    2012

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Epic records

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La sorpresa dell'uscita di The Money Store era che nessuno ci avesse pensato prima a fare musica come i Death Grips. La sorpresa di NO LOVE DEEP WEB è che non ci sia ancora nessuno che provi a fare musica come loro. Cercando su google "bands like death grips" si trovano solo risposte al limite del comico che vanno dai Have A Nice Life a John Talabot passando per Gaslamp Killer. E' il segno di un isolamento che ha dell'incredibile se si considera come il loro sound sia allo stesso tempo fresco ed accessibile. Il loro grime, infuso di footwork, unito ad un'estetica hardcore e punk è il semplice assemblaggio di pezzi a portata di mano di chiunque butti uno sguardo al panorama odierno. Se vi è un sound capace di ricapitolare quello che ci piace ascoltare oggi è questo e pe questo la sua fruizione non offre particolari difficoltà se non per semplici ragioni di volume.

Eppure ancora una volta, per la band di Sacramento, tutti i riferimenti più prossimi si ritorvano nel passato: i vari Atari Teenage Riot, Rage Against the Machine e Public Enemy. Quello dei Death Grips appare come un vero e proprio solipsismo, che arriva a rasentare la farsa durante la loro parabola di band underground che firma con la major per poi alla fine rompere per divergenze creative. Una scenetta, che al di là della sincerità o meno della band, sembra presa pari pari da un ritaglio di una zine underground nei nineties. E' una storia di altri tempi che racconta una ribellione contro un business model di altri tempi. Un gesto che ha messo in mostra quanto le case discografiche, che siano major o indipendenti, siano oggi inutili per quanto riguarda la distribuzione capillare della musica. Come se non lo sapessimo già. Infatti l'album è riuscito ad arrivare benissimo nelle case di tutti senza che nessuno si sarebbe mai potuto aspettare il contrario. Le chance sono che la maggior parte di coloro che stanno leggendo questa recensione NO LOVE DEEP WEB se lo siano già ascoltato e la situazione sicuramente non cambia per ogni altro disco recensito, leak o meno, major o meno.

Se proprio volessimo trovare le ragioni di questo isolamento, non bisognerebbe cercarle nella musica, ma solamente nel fatto che non se siano mai andati, nel loro non essere mai stati assenti. Dopo aver caricato su youtube The Money Store hanno subito organizzato una bizzarra caccia al tesoro, con una serie di indizi lasicati su /mu/, per poi rilasciare, appena l'attesa iniziava scemare, il leak del nuovo album su creative commons facendo così ancora una volta ripartire l'intera macchina della stampa musicale. Incollati al microfo come un dilettante che insiste di farci ascoltare ancora una canzone, i Death Grips in questi mesi non sono mai mancati a nessuno. Per questo nessuno ha mai desiderato imitarli. Pure tra i due album c'è una continuità senza interruzioni, dovuta alla fretta di buttare fuori nuovo altro materiale, tanto che alla fine si è incapaci di distinguerli.

12 Ottobre 2012
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