• Apr
    01
    2012

Album

Epic records

Add to Flipboard Magazine.

I Death Grips sono un po' il riot act che ti aspetti. Il rapper Stefan Burnett aka MC Ride, Zach Hill – il tritarullante pestapedali degli Hella e molto altro ancora – e il produttore Andy Morin aka Flatlander (anche regista dei videoclip). Un EP omonimo e un mixtape nel 2011 (Exmilitary; anche in versione componibile, Black Google), un paio di remix per la Björk di Biophilia, un secondo album (No Love) già annunciato e in uscita a breve. Casinisti, cacofonici, categotici, interpreti di un hip hop che più che hip hop è proprio rap al rumor bianco, ma più che rap è proprio punk, hardcore attitudine che unisce tutte le musiche stradaiole e incazzate, un po' come se i Dälek fossero in realtà uno di quei gruppi noisey della scena alt/underground USA più incompromissoria. Piacciono ovviamente ad Alec Empire (che con i suoi Atari Teenage Riot ha canonizzato certi suoni e un certo immaginario) e piaceranno forse anche a Simon Reynolds (in qualche modo interpreti oggi di quello che facevano negli Ottanta-Novanta con l'industrial hip-hop Justin Broadrick e Kevin Martin).

Energici, più che energetici, sicuramente agitatissimi (Get Got, Double Helix (forse il pezzo migliore), Punk Weight), acidamente cinici, parodici, anche abbastanza grezzamente, tagliati con l'accetta, pur di centrare l'obbiettivo massimalizzando il risultato (Hustle Bones, I've Seen Footage, Bitch Please, Hacker), i Grips basano la propria comunicatività sulla figura di Burnett, personaggio carismatico, ma francamente un po' piatto come vocalist, con quel suo rappato/nonrappato tribalmente scandito e strozzatamente urlato, sempre uguale, sforzato appunto, ma potente davvero praticamente mai. La musica punta tutto sull'impatto di produzioni di base industrial, con qualche eco dub sporco, qualche puntata videogame, filth, ravey, il tutto in un'ottica ad un tempo lo-fi, minacciosa e cartoonesca.

Numeri efficaci (le cose agitatissime di cui sopra, per esempio) ce ne sono, ma resta ingombrante la sensazione di trovarsi davanti un remake anni duemilaedieci – con idee, mezzi e comunicativa duemilaedieci – dei Rage Against the Machine. Sensazione confermata da quello che abbiamo potuto vedere del gruppo dal vivo. E in fin dei conti proprio quella live è la dimensione più giusta per un progetto del genere.

15 Maggio 2012
Leggi tutto
Precedente
Xander Harris – Chrysalid Xander Harris – Chrysalid
Successivo
Jonathan Richman – Jonathan Richman & The Modern Lovers Jonathan Richman – Jonathan Richman & The Modern Lovers

album

artista

Altre notizie suggerite