Recensioni

6.5

Quale data migliore del 14 febbraio per uscire con un album intitolato L’amore non è bello? Già da questa bizzarra scelta, intuiamo fin da subito che la vena ironico-lessicale di Dente, ben espressa anche nei suoi primi due album, è lungi dall’inaridirsi, anzi. Ciò che invece viene smarrito per strada, per una volontaria scelta artistica, è quell’approccio lo-fi che faceva da perfetto contraltare alle liriche del Nostro.

Dobbiamo ammettere che infatti questa sua terza fatica ne risente non poco di siffatta virata stilistica, perdendo in spensieratezza. Però dobbiamo dargli atto del suo coraggio di non ripetersi: molto probabilmente un clone di Non c’è due senza te avrebbe stancato e non gli avrebbe permesso di fare il salto di qualità. Cosa che non succede neanche con L’amore non è bello, però almeno esso è da considerarsi come disco di transizione che lascia speranze per il futuro. I riferimenti sono sempre i medesimi: Battisti e tutta la canzone d’autore pop anni Sessanta.

Alcuni brani risultano fin troppo monotoni e piatti nella loro nuova e più elegante veste strumentale, altri invece incidono sublimi e delicate linee melodiche che si conficcano in testa senza più uscirne, grazie anche a delle liriche sempre ironiche e suggestive. Dente avrà tutto il tempo di maturare, per ora un più che meritato.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette