Recensioni

Verrebbe da pensare che la curiosa storia della nascita di Angel Deradoorian riportata nella press-sheet – semi-strozzata dal cordone ombelicale e salvata solo dal padre musicista che così le avrebbe trasmesso l’amore per la stessa – sia stata inventata per mettere un po’ di sale su questo esordio. Il fatto è però che la 22enne americana non ne ha proprio bisogno di storielle, né questo mini album d’esordio necessita di aggiunte di sale visto che saporito lo è già di suo.
Una voce celestiale quella di Angel, già collaboratrice di Dirty Projectors. Una di quelle che, se non ci fosse nessun altro strumento a circondarla, avrebbe ragione d’esistere lo stesso. E infatti di strumenti ce ne sono pochi – uno spruzzo di elettronica, qualche passaggio acustico di chitarra, qualche battere di percussioni – perché il fulcro di tutto è la voce di Angel. Qualcosa che tratteggia paesaggi a metà tra sognanti panorami 4AD e minimalismo Heavenly Voices struggente e accorato, dimensione panica e folk da immaginario fantasy, con una particolare inclinazione per malinconia e crepuscolari tensioni. Il tutto si manifesta al suo meglio nel capolavoro finale Moon, vera e propria escursione cosmica dal sapore mediorientale. Ottimo esordio, peccato solo per la brevità.
Amazon
